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L’Ascom chiede verifiche sull’Emmezeta di Veggiano
L’impatto sulla viabilità nella zona del centro commerciale

Nel territorio comunale di Veggiano opera da alcuni mesi la società Conforama Italia Spa con marchio Emmezeta su un’unica struttura immobiliare divisa in tre settori (mobili ed elettrodomestici, casalinghi e giardinaggio, abbigliamento) di superficie di vendita complessiva superiore a 7.000 mq. “L’accesso stradale è unico – afferma il vice presidente dell’Ascom Alcide Tonetto - il parcheggio, anche se diviso in tre settori distinti, consente l’accesso pedonale a tutti e tre gli esercizi. In considerazione della forte attrazione commerciale della struttura sul territorio il traffico veicolare è sensibilmente aumentato (con punte preoccupanti nella giornata di sabato), ma non è stato effettuato alcun intervento per consentire un’adeguata accessibilità all’esercizio. Chiediamo alle autorità di intervenire per verificare se sono stati rispettati i limiti autorizzatori, le disposizioni di legge in materia, ed in particolare le procedure amministrative e le prescrizioni relative all’impatto sulla viabilità contenute nella legge regionale n° 37/99”.
Una lettera è stata inviata nei giorni scorsi al sindaco di Veggiano, all’assessore provinciale alle attività produttive della Provincia e all’assessore regionale al commercio, col precise scopo di far luce sulla complessa vicenda che sta suscitando forti preoccupazioni tra i cittadini del luogo e tra gli operatori commerciali. Recentemente era stato proprio l’assessore provinciale alle attività produttive Flavio Manzolini ad occuparsi della questione, osservando che lo spazio su cui si estendono i tre capannoni, che di fatto sono come padiglioni di un unico grande edificio, eccede i limiti imposti dalla normativa regionale e ricordando che esiste un verbale di infrazione redatto dal Consorzio Polizia Municipale di Padova Ovest, secondo il quale la vendita si effettua su una superficie ben al di sopra dei 6.000 mq richiesti e peraltro mai concessi dalla Conferenza dei Servizi di Regione, Provincia e Comune, eludendo peraltro il piano di viabilità. Manzolini chiedeva al sindaco di emettere un’ordinanza per far rispettare la legge e i limiti delle concessioni da lui stesso rilasciate, che prevedevano cioè tre medie strutture di 1.500 mq ciascuna.

 

 2 ottobre 2003

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