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Commercio danneggiato dall’abusivismo
No ai venditori gestiti da organizzazioni criminali; I suggerimenti dell’Ascom
 

Nella città, che le indagini più recenti pongono a ridosso delle dieci maggiormente a rischio in Italia, è sempre viva la preoccupazione degli operatori del commercio, del turismo e dei servizi, legata  all’immigrazione clandestina, allo spaccio di stupefacenti e alla presenza di gruppi malavitosi, ai quali si fa risalire l’altrettanto deleterio fenomeno dell’abusivismo commerciale con l’impiego di extracomunitari. Il bilancio è sicuramente pesante, le ricadute sulle attività commerciali sono evidenti e gli operatori gridano il loro ‘basta alla rassegnazione’ invocando maggiore attenzione da parte delle forze dell’ordine, pur apprezzando l’impegno profuso dalla Polizia municipale di Padova.

Al recentissimo incontro che le associazioni di categoria hanno avuto con l’assessore Saia e con il comandante della Polizia Municipale di Padova Terrin, il delegato Ascom del quartiere Centro Giulio Ragazzi, che è anche presidente del Gruppo giovani imprenditori dell’Associazione di Passaggio De Gasperi, ha rivolto infatti un ringraziamento alla Polizia municipale per l’attività che sta sostenendo in città e in periferia, attività non priva di rischi, che richiede una grande professionalità da parte dei dirigenti e degli uomini.

“Ma è evidente – continua Ragazzi - che non bisogna lasciare da soli in trincea i vigili urbani, occorre che siano affiancati da poliziotti, il cui numero però è drammaticamente al di sotto delle necessità (Padova è al terz’ultimo posto nella graduatoria delle province italiane per numero di agenti di Polizia in rapporto alla popolazione). L’altro punto che l’Ascom intende affrontare è quello dell’abusivismo commerciale, non in quanto rappresenti un reale motivo di concorrenza con gli esercizi tradizionali, ma perché il fenomeno nasconde ben altro. Il commercio abusivo e i prodotti contraffatti sono vera illegalità. Abusivismo e sicurezza vanno avanti di pari passo; dietro ai venditori di colore che smerciano borse, occhiali, orologi eccetera si trovano organizzazioni criminali, vere e proprie mafie che lucrano alle spalle di poveri immigrati, spesso privi di permesso di soggiorno e in un certo senso schiavizzati, al pari delle prostitute e degli spacciatori di piccolo calibro. L’immigrato non è che l’ultimo anello di una catena che ha maggiori e gravi responsabilità, dagli scafisti ai produttori di merci contraffatte, dagli intermediari a quanti approfittano della mancanza di permessi per affittare a prezzi da usurai magazzini ed abitazioni in condizioni incivili. Spesso poi dissuasione e repressione, con interventi prevedibili ed estemporanei come quelli sino ad ora adottati, non garantiscono. Occorre invece creare le opportunità per l’inserimento nel nostro sistema produttivo degli extracomunitari regolari. Fino a quando si continuerà a permettere l’illegalità per giustificare la necessità di un reddito, si continuerà a voler escludere l’immigrato regolare dal partecipare con una propria dignità alla vita attiva della città. E si continuerà a favorire il preoccupante incremento degli affari mafiosi, contro i quali va puntato l’indice e va posta la massima attenzione, creando punti fissi di presidio, impiegando più uomini e mezzi in grado di controllare il territorio e di stroncare l’illegalità nel suo totale percorso”.

Un ultimo problema viene esposto da Ragazzi: “L’abusivismo commerciale è davvero folklore, come qualcuno sostiene, o non è piuttosto una brutta immagine del nostro centro città, dove montagne di paccottiglia danno il senso della sciatteria e del cattivo gusto?”.

Dicembre 2002
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Associazione Commercianti Turismo e Servizi - Piccola e Media Impresa
  P.ggio A. De Gasperi, 3 - 35131 - Padova
 tel. 049/8209711 - fax 0498209726
e-mail: info@ascompd.com
N. verde 800-853030

 


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