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Sciopero prezzi: l’Unione Consumatori dice no

E’ spaccatura tra i consumatori sullo sciopero dei consumi indetto per il prossimo 12 settembre dall’Intesa dei Consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons, Federconsumatori). L’Unione Nazionale Consumatori, infatti, si è detta “contraria” allo sciopero spiegando che “il caro prezzi non si fronteggia con uno sciopero d’improbabile successo, ma proponendo e realizzando provvedimenti strutturali che allontanino durevolmente il pericolo dell’inflazione”.

“Nell’immediato – ha sottolineato – l’Unione Nazionale Consumatori – può essere utile non lo sciopero indiscriminato e punitivo principalmente per gli stessi consumatori, ma il boicottaggio degli esercizi che praticano rincari ingiustificati e speculativi”. “Solo così – conclude la nota - sarà possibile far spirare sul commercio il benefico vento di una reale concorrenza inducendo i commercianti furbi ad abbassare i prezzi”.

Nel frattempo, l’Intesa dei Consumatori ha denunciato che almeno dal 1995 le rilevazioni effettuate dall’Istat sull'inflazione sarebbero falsate, visto che 21 Comuni non effettuano il rilevamento dei prezzi su cui si basano i calcoli.

Secondo l’Intesa, che ha deciso di denunciare i sindaci dei 21 Comuni (Aosta, Pavia,Vicenza, Gorizia, Imperia, Rieti, Frosinone, Caserta,  Benevento, Avellino, Salerno, Taranto, Lecce, Matera,  Catanzaro, Messina, Agrigento, Caltanissetta, Enna, Ragusa e Nuoro) alle Procure della Repubblica con l’accusa di omissione ed abuso di atti d’ufficio, se fossero presenti tutti gli indici l’inflazione registrerebbe un aumento compreso fra lo 0,1% e lo 0,3%.

settembre 2002  

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