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Nemmeno la media distribuzione è favorevole alle aperture in centro
Presa di posizione della Federcom (Ascom/Confcommercio)
Anche per i panificatori la liberalizzazione è deleteria
Il presidente dell’Ascom Padova Gianfranco Chiesa, sul problema della liberalizzazione delle aperture festive delle attività nella Padova dentro le mura, ha espresso la propria contrarietà, motivandola con osservazioni che vanno dall’aggravio dei costi per la gestione delle piccole imprese commerciali alla necessità del riposo settimanale per imprenditori e collaboratori.
“L’Ascom ha effettuato alcuni sondaggi tra i propri associati e ne è scaturita una opposizione pressochè totale a qualsiasi modifica della situazione esistente. Il nostro centro storico peraltro rimane per così dire aperto già diversi mesi; inutile pensare di ampliare le aperture dei negozi d’estate; al massimo penso ad alcune domeniche, da aggiungere a quelle già previste, in occasione di particolari eventi che Comune ed altre istituzioni potrebbero organizzare. In questo caso uno sforzo degli operatori commerciali potrebbe trovare una qualche giustificazione. Non sono d’accordo con chi sostiene che le aperture per tutto l’anno porterebbero benefici soltanto alla media e grande distribuzione, perché nemmeno i rappresentanti di queste attività la pensano come l’assessore Perlasca”.
Infatti ieri la Federcom, l’organizzazione nazionale Confcommercio che raggruppa le aziende della media distribuzione (tra cui, nel nostro territorio, Alì, Despar, Famila ecc.), attraverso la direzione nazionale di Milano, ha espresso la propria preoccupazione per iniziative di questa natura che vanno a creare gravissimi squilibri nella distribuzione, sia perché stravolgono la gestione delle strutture aggravandole di costi aggiuntivi, sia perché coinvolgono un punto molto delicato dell’organizzazione interna, qual è la gestione del personale.
“In sostanza – conclude Chiesa – i piccoli e medi operatori del nostro settore fanno muro contro proposte che giudicano lesive dei loro interessi e questo dovrebbe far meditare coloro che spingono per liberalizzare tutto, a qualsiasi costo, senza tener conto che sulla barricata ci sono cittadini lavoratori, con le loro famiglie, le loro preoccupazioni ed esigenze”.
Da parte loro i panificatori criticano il tentativo di far lavorare sette giorni su sette una categoria già alle prese con problemi seri, quali la durezza del lavoro e la difficoltà di reperire manodopera. “Con il lavoro festivo – afferma il presidente del sindacato provinciale panificatori dell’Ascom Padova Gino Federico Sabbadin - si allontaneranno ulteriormente i giovani, già così riluttanti a scegliere un mestiere come il nostro. Inoltre potrebbero verificarsi conseguenze familiari e sociali, perché le commesse e le imprenditrici non potranno seguire le famiglie come sarebbe giusto e legittimo. Ciò avviene proprio quando l’Amministrazione comunale di Padova è impegnata in programmi di difesa delle famiglie e dei giovani. Oggi, per avere qualche vantaggio, si ipotizzano soluzioni che domani potrebbero avere ricadute pesanti sulla nostra società. E infine, portare gente a Padova significa farvi arrivare un traffico che fino a oggi si è voluto frenare, per contrastare l’inquinamento, specialmente con le domeniche ecologiche. Dove sono i vantaggi delle aperture festive?”.
ottobre 2002
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