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Il caro-prezzi sta mettendo ingiustamente
in contrapposizione produttori, distributori e consumatori
Polemico intervento del presidente Ascom Gianfranco Chiesa
“Di fronte all’attuale congiuntura economica e al rallentamento dei consumi, su cui sta delineandosi uno scenario d’ombre e lacune, i produttori, i distributori e i consumatori dovrebbero rinunciare a logiche di contrapposizione pericolose e controproducenti e farsi interpreti di un confronto costruttivo che, attraverso la considerazione delle aspettative di tutti, approdi a risultati positivi”.
Così commenta le recenti polemiche intervenute sul fronte dell’inflazione e del caro-prezzi il presidente dell’Ascom di Padova, Gianfranco Chiesa.
Dal Centro Studi Confcommercio, che ha analizzato i dati dell’inflazione di agosto, giunge l’invito a preoccuparsi, non tanto dell’aumento di qualche decimale del tasso di inflazione, quanto del quadro di un’economia che, in tutti i suoi comparti, da quello industriale a quello dei consumi e degli investimenti, sta davvero girando da troppo tempo in tondo senza riuscire a dare alcun significativo segnale di ripresa.
“E’ proprio questo segnale che bisogna cogliere – commenta Chiesa - cercando di impedire alla nostra economia di entrare in una fase di avvitamento, forse di vera e propria recessione. Il richiamo del capo dello Stato mi sembra più che opportuno; la situazione non è allegra e tra l’altro aumenta la pressione fiscale dovuta alle decisioni delle amministrazioni locali. Ma – come stanno facendo in tanti - tentare di scaricare le responsabilità dell’aumento dell’inflazione sui commercianti e su tutta la filiera della distribuzione mi sembra una manovra, demagogica e politica soprattutto. Chi architetta questa specie di caccia alle streghe farebbe bene a smetterla; anche i commercianti sono capaci di scendere in piazza! Quanto ai prezzi, l’abbiamo detto diverse volte, ma lo ripetiamo: certo, ci sono bolle speculative, alcuni furbi approfittano del marasma economico manovrando i prezzi per mettersi in tasca qualche soldo in più. Ma questi furbi non vanno cercati solo tra i commercianti. Sono cresciuti i prezzi alla produzione (ma nessuno ne parla): sono aumentate le assicurazioni e le tariffe pubbliche prima che venissero bloccate. I commercianti si aspettano una Finanziaria che favorisca il rilancio dei consumi. A tal fine occorrono misure che alleggeriscano la pressione fiscale e che favoriscano gli investimenti e le ristrutturazioni del settore distributivo; un reale e generalizzato sostegno alle famiglie potrà consentire il rilancio dei consumi che dal 1993 non scendevano così in basso”.
settembre
2002
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