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Federalberghi chiede interventi urgenti per il turismo
“Occorrono misure urgenti per il turismo, la prima industria italiana,
altrimenti il 2003 rischia di diventare un annus horribilis per il settore, che
ha fatturato 72 miliardi di Euro nel 2002 (il 7% del Pil) e dà lavoro ad oltre 2
milioni di persone”.
[foto dal web]
E' questo il drastico commento di Bernabò Bocca, presidente della
Federalberghi-Confturismo, alla lettura dei dati pre-consuntivi dei primi 6 mesi
dell’anno in corso. I dati emergono nell’ambito del progetto CHECK TURISMO 2003
varato dalla Federazione per tenere sotto stretto controllo l’andamento del
mercato turistico. I risultati sono il frutto di un’indagine svolta
dall’Osservatorio Turistico-Alberghiero della Federazione su un campione di 700
alberghi ubicati sull’intero territorio nazionale e rappresentativi delle oltre
33 mila aziende esistenti nel Paese.
“Stiamo perdendo consistenti quote di clienti stranieri, ma anche quote di
clienti italiani –ha affermato Bocca - senza riuscire ad invertire questa
situazione. L’estate, infatti, climaticamente è cominciata con largo anticipo.
Gli alberghi hanno mantenuto sostanzialmente i prezzi fermi ai livelli dell’anno
scorso. Eppure, nonostante l’affollamento dei fine settimana che si registrano
sulle spiagge e sulle autostrade, manca il turista che pernotta. “D’altro canto
– ha proseguito Bocca - i dati previsionali presentati un mese fa, davano conto
di una simile tendenza, ma ci auguravamo che a partire dal mese di giugno la
situazione volgesse al bello. Invece così non è stato. E addirittura le
previsioni di un aumento di italiani in vacanza a giugno, per lo meno nelle
località italiane, è stato smentito dai fatti”.
Secondo il presidente di Federalberghi, gli italiani stanno sfruttando
l’apprezzamento dell’Euro per andare in vacanza all’estero, ma nel complesso, al
momento, il numero di italiani che si muovono per turismo rimane inferiore a
quello dell’anno scorso, prediligendo il pendolarismo o il last-minute. “Prova
inconfutabile – ha sottolineato Bocca - sono i contratti di assunzione in
alberghi e ristoranti, calati del 12% rispetto al 2002, che risentono del calo
di ospiti”.
“A questo punto – ha concluso il presidente della Federalberghi-Confturismo-
quanto ventilato giorni fa dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, per
il rilancio dei consumi anche turistici delle famiglie italiane, deve diventare
realtà ed il DPEF deve affrontare seriamente il problema dell’Iva degli
alberghi. Non possiamo più competere al confronto con la Spagna che sconta una
tassazione del 7% o con la Francia che ne sconta una al 5,5%, rispetto al nostro
10%. Solo una misura governativa coraggiosa potrà far respirare le 33 mila
imprese che in Italia fanno il turismo e ridarà slancio agli investimenti nel
settore”.
25 giugno 2003
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