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Studi di settore: gli automatismi saranno superati 
Billè:“per ora non firmiamo”

Gli automatismi sugli studi di settore previsti dalla Finanziaria saranno superati: lo ha assicurato il ministro dell’Economia, Domenico Siniscalco, alle categorie interessate. Il ministro in mattinata ha incontrato Confcommercio, Confesercenti, Confindustria e le associazioni degli artigiani. In seguito, ha ricevuto i rappresentanti dei professionisti. In particolare, sarà eliminata la previsione di aggiornare annualmente gli studi di settore sulla base degli indici Istat.
L’eliminazione degli automatismi arriverà a breve con un emendamento del Governo alla finanziaria. A compensare il minor gettito sarà un mix di interventi. Prevista innanzitutto un’intensificazione dei controlli per le imprese con fatturato superiore ai 5 milioni di euro. La macchina degli accertamenti sarà inoltre più attenta per le imprese in contabilità ordinaria che per due anni su tre non siano congrue ai parametri degli studi di settore. Ma la visita dell’amministrazione fiscale ci sarà anche quando i soggetti presentano particolari indici di pericolosità sulla base di incongruenze di natura patrimoniale, economica o finanziaria.
Fin qui tutto il sistema delle imprese che è fuori dagli studi di settore. Per quanto riguarda invece proprio le aziende che pagano le tasse riferendosi agli studi, viene messo in campo un meccanismo per un maggiore affinamento dei parametri. Accanto all’aggiornamento ordinario, previsto ogni 4 anni, si affianca un aggiornamento straordinario annuale che scatterà ogni volta che si verifichino variazioni significative tra gli indici di contabilità nazionale e i parametri previsti per un determinato settore. Per esempio, se in un settore particolare si verificassero abnormi scostamenti dei prezzi, scatterà l’aggiornamento straordinario di quel settore, sempre però previa concertazione con la categoria interessata.

Il presidente di Confcommercio, Sergio Billè, ha detto che non firmerà l’accordo sugli studi di settore fino a quando non avrà misure certe e scritte per il rilancio delle pmi, così come previsto dal testo istitutivo della riforma firmato dall’ex ministro Visco. “Il maggior gettito derivante dagli studi di settore – ha detto Billè - dovrà essere restituito”. Billè ha anche spiegato che “per quanto riguarda le soluzioni tecniche certamente qualche passo avanti è stato fatto, ad esempio per quanto riguarda l’aggiornamento con i dati Istat che è stato giudicato inapplicabile anche dallo stesso Istituto che è stato il primo a prenderne le distanze”. Billè ha quindi rilevato che il ministro dell’Economia ha “semisvincolato” il vincolo dei 3,8 miliardi di euro che dovranno essere raggiunti conteggiando anche i soggetti che hanno un parametro di fatturato sopra i 5 milioni di euro.

 3 dicembre 2004

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