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I gestori degli impianti di carburante FIGISC: "possibilita' di vendere altri prodotti di servizio"
"O viene data la possibilità concreta agli impianti carburanti di integrare le loro vendite anche con altre merceologie o servizi o buona parte dei gestori di impianti carburante rischia la morte per assenza di guadagni".
E' lapidario il presidente del sindacato provinciale Figisc aderente all'Ascom di Padova, Paolo Padoan, e la sua affermazione traccia un quadro piuttosto fosco delle prospettive di un settore che, in provincia di Padova, conta qualcosa come 300 aree di servizio.
Preoccupati non solo per il prezzo del petrolio, ormai stabilmente sopra i 50 dollari al barile, che crea tensioni sui prezzi (anche se loro incamerano un risicato 2,9 per cento di quanto, come automobilisti, paghiamo alla pompa), i gestori di impianti carburante dell'Ascom seguono con particolare attenzione anche l'evolversi della questione connessa all'entrata massiccia sul mercato dei carburanti della grande distribuzione.
"Qui deve essere chiara una cosa -ribadisce Padoan-: non è pensabile che, in un momento di oggettiva crisi come l'attuale, ci sia chi, cerchi di ottenere agevolazioni e privilegi che non hanno motivo di esistere. Sugli ipermercati ed i centri commerciali esiste una normativa precisa ed essa va rispettata!"
Di questo, come dei nuovi accordi economici con le compagnie petrolifere, si è discusso nel corso dell'incontro (peraltro molto partecipato) svoltosi nella sede dell'Ascom in piazza Bardella ed al quale sono intervenuti il segretario nazionale della Figisc Parrotta ed il presidente regionale Parin.
5 novembre 2004
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