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Dopo l'assassinio di Lecco, benzinai padovani molto preoccupati.
Padoan (Ascom-Figisc): "Piu' controlli nell'immediato e la richiesta di contributi pubblici per l'installazione di telecamere"

Preoccupati lo sono da tempo e la barbara uccisione del collega di Lecco non ha fatto altro che alimentare le loro inquietudini.
"Noi -dichiara Paolo Padoan, presidente degli esercenti impianti di carburanti aderenti all'Ascom-Figisc di Padova - vogliamo rimanere fuori dalle polemiche che sono seguite al barbaro assassinio e anzi vogliamo confermare la nostra totale fiducia nei confronti delle forze dell'ordine e al loro lavoro di controllo e repressione della criminalità. Il problema è che quest'ultima non solo è aumentata in termini quantitativi, ma soprattutto è cresciuta dal punto di vista dell'efferatezza".
Difficile dunque sentirsi comunque al riparo da chi crede di poter liberamente rapinare (con risvolti talvolta drammatici) chi si dedica, con fatica, al proprio lavoro.
"Noi -aggiunge Padoan- dividiamo con i tabaccai il poco invidiabile primato dei soggetti più bersagliati ed in prossimità delle festività questo rischio, che pende sulle nostre teste come una spada di Damocle per tutto il tempo dell'anno, subisce addirittura un aumento. E' per questo che chiediamo, a Polizia e Carabinieri di intensificare la vigilanza non solo in città ma anche in provincia".
Fin qui la richiesta di Padoan per l'immediato.
Ma il Presidente dei gestori di impianti carburante guarda anche in prospettiva ed in questo senso ha concordato con la struttura operativa dell'Ascom la richiesta di far destinare contributi pubblici regionali a quei colleghi che intendono dotarsi di sistemi di videosorveglianza.
"Bandi regionali per l'anno in corso e per questo tipo di intervento -dichiarano all'Ascom- non ce ne sono più, ma noi chiediamo che la Regione riproponga questa possibilità per il nuovo anno in modo così da venire incontro ad un'esigenza di sicurezza che non può essere disattesa".
"I colleghi che già dispongono delle telecamere di controllo -conclude Padoan- confermano la validità dell'ausilio che ai più è servito, per fortuna, solo a smascherare, attraverso il numero di targa, il furbo di turno che aveva pensato di viaggiare a spese del gestore".

 6 dicembre 2004

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