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Enasarco: la Fondazione cambia pelle
La Fondazione Enasarco cambia pelle e punta dritta al business dell’assistenza sanitaria integrativa e al recupero di efficienza del patrimonio immobiliare: oltre 18 mila tra unità destinate ad uso abitativo e ad uffici (14 mila solo a Roma), per un valore di libro superiore ai 3 miliardi di euro. Con l’obiettivo di dismettere la parte meno remunerativa degli immobili, per un controvalore di base stimato intorno a 1,5-1,6 miliardi di euro.
Le linee strategiche di sviluppo della Fondazione degli agenti di commercio sono state illustrate dal presidente, Donato Porreca. Il patrimonio immobiliare è costituito per il 75% da immobili a destinazione d’uso residenziale e ha un “rendimento attuale inaccettabile e anche immorale, perché oscilla tra lo 0,7% e lo 0,8%”. Il percorso individuato dall’Enasarco, che dovrà essere formalizzato nel prossimo Consiglio di amministrazione a fine dicembre o inizio gennaio, è quindi quello di individuare attraverso un bando di gara europeo un 'general contractor' per la scelta dei fondi cui conferire il patrimonio immobiliare. Fondi che saranno chiamati o a dismettere le unità di minor pregio, periferiche e con costi elevati di manutenzione (tutelando pero' gli interessi specifici degli inquilini) o a realizzare il reddito massimo dalla gestione delle unità migliori, quelle con destinazioni commerciali, di ufficio oppure residenziale nelle zone centrali. “La supervisione sarà comunque dell’Enasarco - ha spiegato Porreca - per garantire gli aspetti sociali dell’operazione. Nel senso che per noi sarà fondamentale la tutela degli interessi degli inquilini. Ad essere ceduti, secondo le prime stime, saranno immobili per un valore di base di circa 1,5-1,6 miliardi”. Perché l’operazione vada a regime, Porreca prevede un termine di 2-3 anni.
Anche sul fronte della valorizzazione del patrimonio mobiliare, l’Enasarco si è adeguata ai tempi: è stato scelto un 'gestore dei gestori', un’istituzione finanziaria svizzera autonoma (la Fincor di Zurigo) in qualità di advisor per la scelta dei gestori professionali nelle linee di investimento che saranno individuate. La Fondazione ha anche allo studio la costituzione e la gestione di un sistema di assistenza sanitaria integrativa per agenti e rappresentanti. Non ultimo, nel processo di riorganizzazione avviato da Porreca e che ha portato all’autoriforma della previdenza con la scelta del sistema contributivo, c’è il processo di ristrutturazione interna, con l’informatizzazione dell’ex ente, la realizzazione, entro fine anno, di un contact center, e il pagamento on-line dei contributi per velocizzare anche le procedure di liquidazione delle pensioni.
13 dicembre 2004
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