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I Giovani Imprenditori di Confcommercio chiedono misure a tutela delle imprese italiane ed europee.
Lanciano l'allarme Cina 

I Giovani Imprenditori di Confcommercio chiedono, alla Unione europea, di approvare misure a tutela delle imprese italiane ed europee per arginare “l’invasione anomala” di prodotti del settore tessile-abbigliamento da alcuni alcuni Paesi extra Ue, Cina in testa. In un documento inviato al Commissario europeo per il commercio, Peter Mandelson, gli under 40 di Confcommercio denunciano l’allarme Cina nel settore, ricordando che dal primo gennaio 2005 l’intero comparto tessile mondiale verrà liberalizzato e si smantelleranno progressivamente le quote ereditate dall’accordo multifibre da parte di Ue, Stati Uniti e Canada.

La preoccupazione dei giovani imprenditori è che ci possa essere un forte aumento di importazioni asiatiche e decise azioni americane per difendere il proprio mercato. Secondo Michela Vittoria Brambilla, presidente dei Giovani imprenditori di Confcommercio, con la fine del regime delle quote, che farà conquistare alla Cina circa il 50% del commercio mondiale, “aumenterà la disoccupazione (le stime parlano di 30 milioni di posti di lavoro in meno nel mondo). Chiediamo quindi alla Ue di approvare le misure per tutelare le imprese italiane ed europee e arginare l’invasione anomala di prodotti alcuni Paesi extra Ue”. Da qui la richiesta di adottare, a partire dal 2005, un regime di sorveglianza diretta, con monitoraggio preventivo delle importazioni e licenza obbligatoria. “I nuovi mercati asiatici sono una grandissima opportunità per le aziende italiane ed europee che devono però essere messe in condizione di concorrenza paritetica”. Dunque, conclude la Brambilla, “per il nostro Paese, per le nostre imprese e per i nostri lavoratori non è ipotizzabile dover fronteggiare questo ulteriore crollo economico”.

 15 novembre 2004

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