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Benzina, Antitrust:la rete di distribuzione penalizza i consumatori
Caratterizzata da un insufficiente sviluppo della concorrenza

La rete di distribuzione dei carburanti italiani, caratterizzata “da un insoddisfacente grado di ammodernamento ed un insufficiente sviluppo della concorrenza, penalizza i consumatori”. Il prezzo industriale di un litro di carburante risulta infatti “tra i più alti d’Europa, superiore di 4-5 centesimi alla media Ue”. E’ quanto scrive l’Antitrust in una segnalazione al Governo, alle Camere ed alla Conferenza Stato-Regioni. 

La rete nazionale, “nonostante il processo di ristrutturazione avviato nell'ultimo decennio - scrive il garante - è tuttora caratterizzata da un numero elevato di punti vendita, un erogato medio per impianto notevolmente inferiore alla media europea ed un’esigua percentuale di distributori self-service”.

L’Antitrust sottolinea anche l’esistenza di vincoli normativi in grado di “scoraggiare l'accesso di operatori intenzionali ad una strategia commerciale di riduzione dei prezzi, attuabile verso un contenimento dei cosi” e ricorda come “tra i principali ostacoli normativi che limitano la concorrenza in questo settore” vi siano, “in particolare i 
vincoli all’incremento dell'orario massimo di servizio e le prescrizioni che definiscono bacini di utenza, distanze minime obbligatorie tra impianti e superfici minime di riferimento per le attività commerciali: si tratta di vincoli che si traducono nella predeterminazione di un numero massimo di operatori, ostacolando di fatto l’apertura di nuovi punti vendita caratterizzati da strutture più moderne e automatizzate”.

Il Garante punta poi il dito sulle nuove autorizzazioni sottolineando che “la previsione che gli standard qualitativi siano demandati alla programmazione regionale comporta forti disomogeneità nelle condizioni richieste per operare in questo settore, che vanno a scapito soprattutto delle principali imprese nuove entranti - quelle che per dimensioni sarebbero in grado di esercitare una più efficace pressione concorrenziale - le quali devono in genere sviluppare piani di investimento su scala nazionale”. Solo la rimozione delle restrizioni all’entrata nel mercato di nuovi effettivi concorrenti non verticalmente integrati può infatti “favorire una riduzione dei prezzi e un miglioramento della qualità dei servizi, a tutto beneficio dei consumatori”. 

“Alla luce di quanto sopra, l’Autorità auspica un deciso intervento di riforma della regolazione nazionale e regionale in senso proconcorrenziale, al fine di rimuovere le persistenti barriere all’ingresso di nuovi operatori nel mercato italiano della distribuzione dei carburanti, anche eliminando le norme che penalizzano le imprese della grande distribuzione organizzata che intendano inserire impianti di distribuzione carburanti con il proprio marchio nei propri centri commerciali”. 

 15 novembre 2004

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