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Indagine Istat ottobre 2004:
Prezzi al consumo rimasti invariati
In ottobre i prezzi al consumo sono rimasti invariati rispetto a settembre 2004 mentre sono saliti del 2% rispetto ad ottobre 2003. Lo ha reso noto l’Istat sulla base dei dati definitivi che confermano così le stime preliminari diffuse lo scorso 29 ottobre.
La decelerazione del tasso di crescita dei prezzi al consumo risente, in primo luogo, dell’andamento dei prezzi del settore alimentare. “Tuttavia, l’effetto del favorevole andamento dei prezzi dei beni alimentari - spiegano i tecnici dell’Istat - continua ad essere parzialmente controbilanciato dalla dinamica sostenuta dei prezzi dei beni energetici (+5,8% su ottobre 2003) e di alcune tipologie di servizi”. In ogni caso, lo scorso mese l’inflazione è scesa “ad un valore non più registrato dall’ottobre 1999”. Nella media degli ultimi 12 mesi, l’indice generale si è accresciuto del 2,3% ed il tasso di inflazione acquisito per l’anno 2004, cioè quello che si registrerebbe se l’indice dei
prezzi al consumo restasse invariato nella restante parte dell’anno rispetto al dato misurato ad ottobre è pari al 2,1%.
L’Indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettivita' (Nic) ha registrato gli aumenti congiunturali più significativi per i capitoli istruzione (+2%), abitazione,
acqua, elettricità e combustibili (+0,8%) ed abbigliamento e calzature (+0,5%). Variazioni negative si sono invece registrate nei capitoli servizi sanitari e spese per la
salute (-1%), alberghi, ristoranti e pubblici esercizi (-0,7%), e comunicazioni e ricreazione (-0,5%). Gli incrementi tendenziali più elevati, invece, si sono registrati nei
capitoli bevande alcoliche e tabacchi (+7,2%), trasporti (+3,9) ed istruzione (+3,5%).
In particolare, “l’analisi delle dinamiche dei singoli prodotti evidenzia, all’interno del capitolo degli alimentari, le riduzioni tendenziali dei prezzi degli ortaggi (-7,2%) e
della frutta (-0,9%). Pur mantenendo un tasso di variazione positivo - sottolineano ancora i tecnici dell’Istat - si rileva ìinoltre un rallentamento della crescita del prezzo della carne fra settembre (+1,6%) ed ottobre (+1%). Nel capitolo relativo all’abitazione emerge poi l’aumento congiunturale dei prezzi dei combustibili liquidi (+5,3%), che porta alla variazione tendenziale a +16,3%”. Incrementi congiunturali si rilevano
però anche per l’indice dell’energia elettrica (+1%), che tuttavia evidenzia ancora una variazione tendenziale negativa (-1,5%). Per quanto riguarda poi il capitolo dei servizi
sanitari, i prezzi dei medicinali hanno registrato una variazione congiunturale pari a
-2,8% (-3,1% su ottobre 2003), mentre nel capitolo dei trasporti l’indice della voce carburanti e lubrificanti è aumentato dell’1% su base congiunturale e del 10,9% su base tendenziale, a causa della ripresa della corsa del prezzo della benzina. “In particolare, il prezzo della benzina verde è aumentato dello 0,9% rispetto a settembre e dell’11,6% rispetto ad ottobre 2003; il gasolio per autotrasporto - aggiunge l’Istat - è aumentato
del 2,8% in termini congiunturali e del 15,6% su base tendenziale. I prezzi dei servizi di trasporto aumentano invece, in termini tendenziali, del 9,9% per i trasporti aerei e del
5,4% per quelli urbani”.
A livello regionale, nell'ambito delle venti città capoluogo gli aumenti tendenziali più elevati dell’indice Nic si sono verificati nelle città di Torino e Reggio Calabria (+2,5% per
entrambe), L’Aquila e Napoli (+2,4% per entrambe), Aosta e Potenza (+2,2% per entrambe).
16 novenbre 2004
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