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COMMERCIANTI ASCOM CONTRARI ALLA CHIUSURA DELLE RIVIERE A BICI E MOTORINI

In Comune asseriscono che le ragioni del provvedimento sono giustificatissime, ma la scelta di chiudere al traffico su due ruote le riviere equivale, a giudizio dell’Ascom, al “de profundis” per un’importante zona del centro della città e per il suo commercio.
“Una follia pura”: ci va giù pesante Manuel Orvieto, titolare del negozio di via Altinate e presidente dell’associazione Borgo Altinate.
“Chiudere al traffico su due ruote le riviere significa farle morire definitivamente. Già abbiamo dovuto subire la decisione di riservarle al metrotram quando il metrotram è di là da venire, adesso le si chiudono anche a biciclette e motorini col risultato di respingere definitivamente lontani dal centro anche quei pochi che ci venivano”.
Insistono dunque i commercianti sulla necessità di interventi coordinati.
“Non si può ragionare coi parametri del tram quando il tram non c’è e non si può nemmeno trovare la soluzione ad un contenzioso tra comune e cittadini penalizzando un’intera città ed un intero tessuto economico. Qui purtroppo si continua a vessare il mezzo privato (prima le auto, oggi moto e bici) senza che il mezzo pubblico sia una valida alternativa”.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche Alessandro Minuzzi, dell’omonimo negozio di abbigliamento.
“Un provvedimento fuori da ogni plausibile ragione anche se non vi è dubbio che i lavori nelle riviere siano stati eseguiti male. Solo che, così facendo, si scarica sui cittadini e sul commercio colpe che nessuno dei due ha”.
“Non vi è dubbio che la decisione di chiudere le riviere al traffico su due ruote crei un oggettivo disagio a tutta la cittadinanza e, nel contempo, agli esercizi commerciali che si affacciano sulle stesse”.
Commenta così Antonio Mason, vicepresidente dell’Associazione Commercianti.
“Urgono pertanto soluzioni alternative valide e possibili (e non so se quelle individuate in via Zabarella e via Dante lo sono) e credo non sarebbe stato male se il comune avesse provveduto ad installare qualche cartello di avviso di pericolo”.
 

29 dicembre 2004

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