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Il commercio padovano tira le somme del 2004: molti comparti in flessione, ma c'e' anche qualche segno positivo.
Alimentari e abbigliamento giu', tengono i servizi
Il Natale è alle spalle, ma non sembrano esserlo i problemi del commercio. O meglio: non tutti i problemi sono stati risolti dalle vendite di Natale anche se gli operatori sembrano tirare un sospiro di sollievo dopo la "gelata" dei consumi di ottobre e novembre.
Lo conferma l'indagine compiuta dall'Ufficio Studi dell'Ascom di Padova che ha raccolto tutta una serie di dati relativi alle festività e li ha correlati con quelli dei mesi precedenti. Ne è scaturito un quadro piuttosto complesso del commercio padovano con molti settori in sofferenza, anche se non marcata, ed altri, invece, molto più in difficoltà. Non mancano, comunque, anche i segni positivi.
"L'anno che sta per chiudersi -conferma il presidente dell'Associazione Commercianti, Gianfranco Chiesa- non verrà certamente ricordato come uno dei più positivi, anzi. Sul 2004, infatti, si sono concentrati, per così dire, gli effetti di lunga durata di fenomeni iniziati ormai tre anni orsono e che hanno dispiegato tutta la loro carica negativa tra l'anno scorso e questo che sta per andare in archivio".
E' il caso dell'euro che, dopo tre anni dal suo varo come moneta circolante, sembra essere finalmente stato assorbito (con non pochi risvolti di carattere "pauperistico" dovuti ai numeri bassi espressi dalla nuova moneta a fronte di una familiarità con la lira che invece tendeva a dare valori ben più consistenti); dell'11 settembre e della guerra in Iraq; dei crack finanziari e della crisi della borsa.
Non così invece per i costi correnti delle tariffe e dei carburanti. Nonostante un euro molto forte i derivati del petrolio mantengono prezzi elevati e così dicasi per l'energia che conferma i suoi primati su scala europea.
Insomma: tanti fattori sembrano aver inciso sulle tasche dei padovani che, giocoforza, li hanno tradotti in minori consumi o, comunque, in consumi più oculati, meno emotivi, più legati al concetto di "utilità" che non a quello di "soddisfazione personale".
Così, di fronte alle domande relative ai volumi di vendita e all'oscillazione dei prezzi, si possono riscontrare un trend generalizzato, ma analisi anche profondamente diverse tra settore e settore.
Così, nonostante il consumo di generi alimentari sia piuttosto rigido (dobbiamo pur mangiare tutti i giorni!), il settore denuncia cali che vanno dal 3 al 10% con flessioni più vicine al massimo per frutta e verdura e gastronomia. E con un'indicazione di non poco conto: si allarga il divario tra chi comunque compra e chi, invece, prima di acquistare fa tutte le sue verifiche.
Stima una diminuzione delle vendite su base annua anche la grande distribuzione che però segnala un buon andamento proprio nei tre giorni a ridosso del Natale. Un exploit che avrebbe riportato equilibrio nelle previsioni che erano state clamorosamente smentite dalle vendite dei giorni precedenti. Nell'uno e nell'altro caso (cioè sia per la vendita al dettaglio tradizionale che per la grande distribuzione) prezzi stabili a far data dal 2003.
Male, decisamente male, il comparto dell'abbigliamento che denuncia una flessione molto marcata con punte anche del 20%, soprattutto in provincia e sul quale si è abbattuto (è proprio il caso di dirlo) il provvedimento regionale sui saldi anticipati.
Sulla stessa lunghezza d'onda calzature e articoli in pelle e da viaggio. In questo caso, però, i prezzi invariati rispetto al 2003 hanno consentito di limitare i danni ad un - 5% tutto sommato accettabile.
Cala anche l'articolo sportivo, con una diminuzione intorno al 4% e prezzi leggermente in salita (+3%).
Tiene tutto sommato bene la cultura anche se sono andati meglio i libri in edizione economica.In concreto: leggera diminuzione per il comparto saggistica e varie e vendita di libri, in termini quantitativi, sugli stessi valori dell'anno precedente. Prezzi invece in leggero rialzo.
Lamenta invece una flessione non banale il settore del giocattolo che ha atteso fino quasi allo scoccare della mezzanotte della vigilia di Natale un recupero che non c'è stato. Il bilancio non è infatti lusinghiero: punte anche del -15% nonostante i prezzi non siano aumentati e comunque ricerca, abbastanza generalizzata, del giocattolo di costo contenuto.
Discorso in qualche modo analogo, almeno per quanto attiene alla ricerca di pezzi di valore sotto i 15 euro anche per il comparto degli articoli per la casa con una flessione valutabile (in termini di fatturato più che di vendite nette) tra il 5 ed il 10%.
"L'impressione -aggiunge il presidente dell'Ascom, Chiesa- è che il trend nazionale ad un ribasso generalizzato si sia manifestato anche qui da noi con l'aggravante, soprattutto per Padova città, di un novembre estremamente negativo che qualche nostro associato riconduce alla questione delle targhe alterne e alla cronica mancanza di parcheggi".
E veniamo invece ai comparti che, se non proprio positivi, registrano dati di una certa vivacità.
In questo senso non rappresenta un comparto vastissimo, ma appare significativo l'andamento del comparto fiori e piante che si differenzia nettamente tra l'esercizio con clientela di gamma alta rispetto a quella media e a quella bassa. Buona la crescita nel primo caso, stabile nel secondo, in flessione nel terzo anche per una lievitazione dei prezzi che sembrano avere interessato in particolare le rose salite del 10% al dettaglio, ma anche del 30 per cento all'ingrosso.
Bene, addirittura con punte intorno al 7/8% di aumento, le vendite nel comparto articoli da regalo che aveva temuto il peggio nei primi mesi dell'anno, aveva recuperato molto bene durante i mesi centrali, per poi flettere, inaspettatamente, proprio sotto Natale quando una certa "riflessione" complessiva dei consumatori verso il regalo "utile" sembra avere condizionato la corsa all'acquisto dell'oggettino bello ma non proprio necessario.
Stabile la vendita di automobili anche se il discorso va tarato per i diversi marchi. Nel complesso prezzi bassi, offerte ad ogni piè sospinto e vendite a chilometri "zero", mettono in equilibrio una bilancia che si spera possa tornare positiva con l'inizio del nuovo anno.
Stabile pure il comparto della pubblicità nonostante i budget ridotti da parte delle aziende, ma col vantaggio di prezzi assolutamente non ritoccati rispetto al 2003.
Si attesta invece su un buon + 5% il comparto dell'elettronica. Merito della necessità di rinnovo del parco pc delle aziende e della necessità di mantenere elevati standard di innovazione.
Bene anche gli oggetti preziosi che confermano la propria propensione a rivestire anche un ruolo di "beni investimento". Significativo, in tal senso, l'effetto "caro euro" che qui gioca in positivo mantenendo basso il costo delle materie prime.
Infine la ristorazione che chiude con un pari e patta rispetto al 2003 forse anche in seguito ad un raffreddamento dei prezzi. Significativo, al riguardo, il commento degli addetti ai lavori che traducono in una sostanziale vittoria un pareggio molto probabilmente ritenuto impossibile da realizzarsi solo fino alla vigilia di Natale.
29 dicembre 2004
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