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La nuova legge sul commercio.
Il convegno dell'Ascom denuncia i tanti dubbi e chiede un rapido intervento chiarificatore da parte della Regione

Alla fine sono usciti con più dubbi di quelli che avevano quand'erano entrati. Ma tant'è: la nuova legge regionale sul commercio, varata circa tre mesi fa, manca ancora delle circolari esplicative della Regione e, dunque, lascia ampi margini ai punti oscuri.
Sia come sia, il convegno organizzato dall'Ascom di Padova sulla legge e svoltosi ieri pomeriggio presso la Federazione delle Banche di Credito Cooperativo, è servito a focalizzare una tematica che, a giudicare dalle presenze, è all'attenzione non solo dei commercianti, ma anche delle amministrazioni locali.
Aperto dalla relazione di Alcide Tonetto, vicepresidente dell'Associazione Commercianti, che ha parlato della legge come di un "compromesso" frutto di mediazioni e dunque per forza di cose non in grado di accogliere tutte le richieste della categoria, il convegno è entrato nel vivo dei lavori con la relazione del segretario regionale della Confcommercio, Alberto Curti.
Richiesto di rispondere alla domanda se la legge fosse "un bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto", Curti non ha avuto dubbi nel definirla un bicchiere mezzo pieno anche se i quesiti che la Confcommercio ha raccolto per girarli alla Regione riempiono cinque pagine scritte fittamente.
Ed i dubbi, in particolare, vertono sulle nuove denominazioni di "parchi commerciali" e, soprattutto, sul ruolo dei comuni alle prese con una normativa urbanistica che assume sì un'importanza decisiva ma che rischia di essere anche motivo per un contenzioso senza fine.
Di questo, in particolare, si è occupata la relazione di Gianfranco Zulian, capo settore pianificazione urbanistica del comune di Padova, che non ha mancato di rilevare come la nuova legge sul commercio si intersechi con la nuova legge urbanistica regionale con effetti che potrebbero rivelarsi piuttosto problematici.
In precedenza l'intervento di Alessandro Selmin, segretario generale della Camera di Commercio, aveva messo in evidenza come non sia semplice districarsi tra le norme, soprattutto tra quelle che, dovendo moderare le spinte di interessi diversi, rischiano di complicare terribilmente la vita dei cittadini e degli operatori economici.
Tutti temi riecheggiati poi nel successivo dibattito che non ha mancato di affrontare le questioni spinose dei centri storici, della grande distribuzione massicciamente presente nel Veneto, dell'impatto ambientale relativo all'insediamento di mega strutture quali, ad esempio, l'Ikea.
Insomma un utile confronto che non ha chiarito fino a che punto la nuova legge sul commercio potrà realmente favorire lo sviluppo di questo importante comparto, ma che ha avuto il pregio di mettere i puntini sulle "i" di un percorso che non è ancora concluso e che vede ancora l'Ente Regione in veste di attore principale.
"I 90 giorni che la stessa Regione si era data per emanare le circolari esplicative -ha ricordato Curti- sono passati, ma di esplicazioni non se ne sono viste".
Dall'Ascom di Padova è arrivato dunque, puntuale, il sollecito a non perdere ulteriore tempo e a risolvere i casi dubbi. Almeno quelli più evidenti! 

 30 novembre 2004

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