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Tonetto (presidente Ascom): “China Market e Venetocity, due facce della stessa medaglia speculativo-immobiliare”

“Scegliere il male minore è una battaglia di retroguardia perchè sempre di male si tratta”.
Sollecitato da più interventi apparsi sulla stampa in questi giorni, Alcide Tonetto, presidente dell’Ascom, parla di China Market e allarga il discorso al costruendo Venetocity di Dolo-Mirano.
“Purtroppo –dichiara il Presidente dell’Associazione Commercianti- non posso trovarmi d’accordo con chi ritiene che tra i due mali sia preferibile il primo al secondo. E’ la classica posizione di chi gioca sulla difensiva, che non avanza progetti e che, lo ribadisco, non rischia nulla in proprio come invece avviene per noi commercianti”.
“Sinceramente –continua Tonetto- non riesco proprio a vederli i vantaggi di una presenza cinese in Zip, se si esclude il vantaggio reale e consistente di chi incassa gli affitti dei capannoni. Non ne vedo sotto il profilo del gettito (e quando mai!), come non ne vedo sotto quello dell’occupazione. La realtà cinese è chiusa su se stessa e così la sua filiera produttivo-commerciale: realizzano in proprio e vendono in proprio con buona pace di chi crede di poter attivare qualche utile interscambio”.
Insomma, a giudizio dei commercianti, la realtà economica padovana non trarrà vantaggi dall’insediamento in zona industriale del grossista “made in China”. Anzi. E per quanto riguarda il “Venetocity”?
“La verità –aggiunge il presidente dell’Ascom- è che le due vicende rappresentano le facce di una stessa medaglia, ovvero la medaglia della speculazione immobiliare che, guarda caso, si concentra sempre nelle solite mani. Personalmente non ho la capacità di immaginare cosa avrebbero fatto Crescente e Volpato, ma credo che avrebbero lavorato sicuramente per la nostra realtà più che per il loro portafogli”.
Per questo c’è la necessità di intervenire.
“E’ ovvio che non possiamo metterci davanti ai cantieri a bloccare i lavori –ammette Tonetto - ma abbiamo invece l’obbligo di avviare fin da subito adeguate contromisure. E’ una questione di regole e di investimenti, di scelte decisive per la città e di prese di responsabilità”.
“In questo senso –conclude Tonetto- io resto convinto di un paio di cose: in primo luogo che la Zip possa aprirsi sì al terziario, ma di qualità e di innovazione e non di bassa mercanzia, ed in secondo che la città si doti di quei parcheggi che sono la nostra vera “arma segreta” per ridare a Padova quel primato commerciale che è nella sua vocazione. Per giudizio unanime la nostra è una città splendida sotto il profilo commerciale, ma irraggiungibile. Per questo Venetocity potrà essere devastante: perché i consumatori, respinti dalla città, troveranno più comodo rivolgersi fuori. E a quel punto non saranno solo i commercianti ad aver messo a repentaglio la propria azienda, ma l’intera comunità si troverà a dover fare i conti con prospettive non proprio esaltanti”.

 

 1 dicembre 2005

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