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“Innovare per competere”: un convegno organizzato dall’Ascom Padova
Martedi’ 8 novembre, alle ore 14.30, all’hotel Biri per sensibilizzare gli imprenditori all’investimento in nuove tecnologie.
Tonetto: “Da soli gli imprenditori non ce la fanno, serve anche l’intervento finanziario pubblico”
Affette da “digital divide”, ovvero da divario digitale. Sono le piccole e medie imprese italiane (quelle, per intenderci, da 1 a 99 dipendenti, cioè praticamente il 98% di quelle operanti nel nostro Paese) che per cultura, difficoltà di accesso ed effettivo isolamento, non investono nelle nuove tecnologie. Risultato?
A livello europeo siamo il fanalino di coda.
Un problema di non poco conto che verrà affrontato nel corso di un road show intitolato “Innovare per competere”, una sorta di tavola rotonda in programma per martedì 8 novembre alle ore 14.30 presso l’Hotel Biri e nel corso della quale verranno esaminati alcuni dati riguardanti gli investimenti che l’Italia riserva in tecnologia rispetto agli altri Paesi europei e rispetto agli Stati Uniti.
Relatori a questo incontro, che ha come obiettivo quello di sensibilizzare gli operatori ad utilizzare le nuove tecnologie, saranno Alcide Tonetto, presidente dell’Ascom di Padova, Pier Paolo Masciocchi, funzionario della Confcommercio, Glauco Ferrari, esperto in nuove tecnologie per le PMI, Michele Masiero, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori dell’Ascom, Cesare Nanni, esperto del Medio Credito Centrale e Paolo Finotello, funzionario dell’Ascom di Padova, esperto in materia finanziaria.
Innovare per rimanere sul mercato, questa è l’esigenza dei nostri imprenditori, soprattutto per contrastare una concorrenza sempre più agguerrita che non è solo “made in China” ma soprattutto “made in India” e persino “made” nei Paesi dell’Est (dalla Romania all’Ungheria, alla nuova Russia).
“E’ evidente -afferma il presidente dell’Ascom, Alcide Tonetto- che non possiamo più permetterci di stare a guardare ma che è tempo di agire con più formazione e applicazione di tecnologia nelle nostre imprese”.
“Il mio timore -conclude il presidente- è che il fattore finanziario limiti fortemente le nostre possibilità per cui si rende necessario anche un intervento di tipo pubblico che integri l’impegno da parte degli imprenditori”.
2 novembre 2005
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