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I benzinai dell’Ascom rifiutano la “criminalizzazione” della categoria.
Una delegazione dell’Ascom ricevuta questa mattina dalla guardia di finanza

Un controllore per 360 distributori.
“Forse neanche Superman –obietta Paolo Padoan, presidente dei benzinai della Figisc-Ascom di Padova- riuscirebbe a lavorare tutti i giorni dell’anno per fare almeno un controllo in ognuno dei nostri impianti. Eppure questa è la realtà con la quale ci troviamo a confrontarci e che, di fatto, ci mette in croce”.
Il riferimento è, ovviamente, alla recente indagine della Guardia di Finanza che ha contestato a quattro gestori anomalie nella misurazione dei carburanti erogati.
“Purtroppo –continua Padoan- la nostra categoria subisce pesantissimi attacchi sul piano dell’immagine senza potersi difendere e senza avere la benché minima responsabilità: non siamo responsabili infatti del prezzo del carburante (ci pensano lo Stato e le compagnie petrolifere a definirlo riservando a noi, anello terminale della catena, un ridicolo 3 per cento) e non siamo nemmeno responsabili dei misuratori”.
In effetti, come si diceva all’inizio, la funzione di controllo è demandata alla Camera di Commercio che, da qualche anno, ha assunto le incombenze dell’Ufficiale metrico ed è in capo alle compagnie petrolifere che, di tanto in tanto, chiedono la verifica dei propri impianti. Risultato: possono passare anche due anni tra un controllo e l’altro con un doppio rischio: che il consumatore riceva meno di quanto paga ma anche che il benzinaio versi più carburante di quanto gli viene corrisposto.
“Un “corto circuito”-aggiunge il presidente dei benzinai dell’Ascom- che ci trasforma in delinquenti nel primo caso ed in babbei nel secondo. Solo che nel secondo caso lo sappiamo solo noi e la banca che ci richiama perché vede il nostro conto in rosso, mentre nel primo siamo additati come malfattori persino dalle mamme che portano a scuola i bambini”.
Da qui l’iniziativa di Padoan che, con una delegazione dell’Ascom, questa mattina ha incontrato i vertici della Guardia di Finanza di Padova e che, nelle prossime ore, formalizzerà una proposta “innovativa” con una lettera indirizzata alla Camera di Commercio.
“Alla Camera –spiega Padoan- chiederemo di istituire un servizio di controllo che sia in grado di effettuare una verifica trimestrale in tutti gli impianti: daremo sicurezza ai nostri clienti e serenità ai nostri colleghi Nei confronti della Guardia di Finanza, invece, abbiamo chiesto, ottenendolo, un incontro urgente che si è svolto stamane. Era infatti della massima importanza valutare assieme il da farsi in presenza di rilievi che non abbiano il carattere della diretta responsabilità del gestore. In altre parole: se il gestore manomette l’impianto o cambia le caratteristiche del prodotto è giusto che sia indagato, processato e condannato, ma se la sua colpa è solo quella di gestire un impianto “starato” perché qualcuno non ha fatto i controlli, deve anche essere chiaro che lo stesso gestore non deve essere messo alla gogna. Essere trattati da delinquenti, infatti, non piace a nessuno, meno che mai a chi, sulla fiducia della clientela, basa la propria attività ed il proprio sostentamento economico”.
Una posizione che la Guardia di Finanza ha puntualmente registrato confermando l’impegno a collaborare con la categoria.
E sul fronte dell’Ufficiale metrico, verrà accolta la richiesta di Padoan?
“Io me lo auguro –conclude il presidente dei benzinai Ascom-. Sottoporci al controllo trimestrale è una dimostrazione di quanto la categoria intenda essere trasparente. Non accogliere questa nostra disponibilità potrebbe significare che manca una sensibilità nei confronti del nostro lavoro lasciandoci, di fatto, esposti alla pubblica riprovazione per atti che non dipendono dalla nostra volontà”.

 10 novembre 2005

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