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Criminalita' e sicurezza: a Padova la tavola rotonda dei Giovani Imprenditori dell'Ascom (con i dati dell'indagine) evidenzia grande preoccupazione tra i commercianti.
Ma per le forze dell'ordine Padova non sta peggio di tante altre citta'.

L'esempio è quello classico del bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto: mezzo vuoto per i commercianti che si sentono sempre più insicuri, mezzo pieno per istituzioni e forze dell'ordine che non individuano in Padova una delle aree più a rischio criminalità del Paese.
E' quanto è emerso nel corso della tavola rotonda organizzata questa mattina dai Giovani Imprenditori dell'Ascom in Fiera per la presentazione dei dati relativi all'indagine svolta dall'Ufficio Studi dell'Associazione Commercianti e che ha evidenziato come la categoria si senta sempre più nel mirino di una malavita, forse non sempre organizzata ma sicuramente invasiva.
"Perché -ha detto presentando i dati il presidente dei Giovani Imprenditori dell'Ascom, Michele Masiero- basta anche il furto nel garage o lo scippo per far sentire le persone vittime di una pesante invasione nella loro sfera privata. Per cui non parliamo più di "micro" criminalità perché l'unica cosa veramente "micro" in tutta questa faccenda sono le pene comminate ai responsabili".
Per cui: commercianti preoccupati. Anzi, molto preoccupati visto che solo il 42% degli intervistati (cento imprese commerciali della nostra provincia sondati tra il 18 aprile ed il 5 maggio) dice di sentirsi sicuro nell'ambiente in cui abita.
Una percentuale nettamente inferiore non solo all'Italia (86%), ma soprattutto al Nord (87%). Come mai?
"Questione di percezione" del fenomeno hanno a più riprese sostenuto gli intervenuti: il prefetto Paolo Padoin, il questore Alessandro Marangoni, il comandante provinciale dei Carabinieri, Gaetano Guastafierro, quello della Guardia di Finanza, Gaetano Rabuazzo.
Significativo, al riguardo, quanto comunicato dal questore nel contesto della sua ampia relazione: "Quando ero a Gorizia -ha detto- l'unica rapina compiuta in un anno ha suscitato un allarme sociale incredibile. Non così a Napoli, mia sede precedente, dove contavamo anche 15 rapine in una giornata".
Rassegnarsi? Nemmeno per sogno. Non vogliono rassegnarsi i commercianti (che anzi chiedono certezza delle pene per contrastare il fenomeno come hanno ribadito Alcide Tonetto per gli ottici, Paolo Padoan per i benzinai e Andrea Varotto per gli orafi), ma non si rassegnano nemmeno le forze dell'ordine.
"Noi -ha detto il prefetto Padoin- non possiamo attestarci sui dati delle statistiche che dicono che i fenomeni sono in calo: abbiamo l'obbligo di valutare il grado di allarme ed operare di conseguenza".
Un concetto ripreso anche dal questore Marangoni e dal comandante dei Carabinieri Guastafierro.
Più articolata, invece, la posizione dell'assessore provinciale alla sicurezza, Maurizio Verza e di quello comunale Marco Carrai.
E mentre Carrai sottolineava come il comune stia intensificando la presenza dei vigili in tutte le zone della città, prefetto, questore e carabinieri hanno confermato l'imminente ampliamento dell'esperienza del poliziotto o carabiniere di quartiere.
Figura che i commercianti chiedono a gran voce visto che ben il 98% degli intervistati lo giudica un deterrente valido a scoraggiare i malavitosi.
Che potrebbero trovare maggiori difficoltà ad appropriarsi del denaro altrui se si spingesse sull'acceleratore della "monetica", ovvero la moneta elettronica.
Di questo ha parlato Livio Pantano, della Cassa di Risparmio trovando un sostenitore nel col. Rabuazzo della Finanza.
Per il resto, i dati hanno confermato la grande preoccupazione dei commercianti (il 98% teme di poter essere oggetto di episodi di violenza e/o criminalità), il loro essere stati già oggetto di episodi criminosi (52%) e la convinzione che l'escalation dipenda da più extracomunitari non regolari (30%), facilità di uscire di galera (20,58%), inadeguatezza delle pene (20%), aumento della criminalità (14,12%) e poi crisi e disoccupazione e più giovani sbandati. 
Nessun appunto alle forze dell'ordine (solo il 4,12% ha fatto riferimento ad una scarsa tutela) ed anzi massima considerazione per il loro lavoro.
Semmai ce ne vorrebbero di più rispetto a quei 250 mila tutori dell'ordine che il questore ha ricordato essere spalmati sull'intero territorio nazionale ed impiegati per mille evenienze, non ultima anche quella (ricordata dal prefetto) di tenere a bada i facinorosi negli stadi.
In apertura, a sottolineare le preoccupazioni dei commercianti e a sostenere la necessità di un costante rapporto tra istituzioni, forze dell'ordine e categorie economiche ci aveva pensato il presidente dell'Ascom,, Gianfranco Chiesa che non aveva mancato di ricordare di essersi più volte rivolto alle istituzioni per raccomandare la massima attenzione verso un fenomeno che, dati e statistiche a parte, sta effettivamente preoccupando i padovani.
Un appello ripreso dalla presidente nazionale dei Giovani di Confcommercio, Michela Vittoria Brambilla che, in chiusura (dopo che in avvio di convegno aveva dipinto un quadro nazionale della criminalità per nulla rassicurante ed anzi caratterizzato dall'aumento dei fenomeni criminosi anche in aree fino a pochi anni fa esenti) ha sostenuto l'importanza di stabilire un contatto costante tra categorie ed istituzioni. Una sorta di tavolo permanente in grado di far proseguire il dialogo che potrebbe rivelarsi un'arma importante nella lotta alla criminalità.

 16 maggio 2005

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