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Per la prima volta il commercio ed il turismo padovani perdono la leadership nella classifica dei finanziamenti destinati dalle banche alle imprese.
Zilio (vicepresidente vicario Ascom): “Scarsa fiducia nel futuro dovuta alle mancate scelte di politica economica locale e alla perdita dei centri decisionali delle banche”

finanziamenti alle impreseLa crisi del commercio e del turismo padovano certificata dalla diminuzione dei finanziamenti erogati dalle banche alle imprese.
“Per la prima volta nel giugno scorso –spiega Fernando Zilio, vicepresidente vicario dell’Ascom di Padova- la nostra provincia non è più leader nella classifica degli impieghi: un brutto campanello d’allarme che non fa altro che confermare i nostri timori nei confronti di una perdita di leadership di Padova nel Veneto sicuramente dovuta anche alla “delocalizzazione” dei centri decisionali delle nostre banche storiche”.
Ed in effetti, la classifica stilata, in collaborazione con l’Associazione Bancaria Italiana, dall’osservatorio permanente per i rapporti banche-imprese della Confcommercio, sottolinea, in maniera inequivocabile, come nel dicembre 2003 Padova fosse saldamente in testa con 3.043 milioni di euro. Stessa posizione di testa anche nei quattro trimestri del 2004 e a marzo 2005, ma solo la terza piazza, alle spalle di Venezia e Verona nel giugno di quest’anno.
“Purtroppo –continua…..- la difficoltà di accesso al centro cittadino per quanto riguarda il comune capoluogo, le difficoltà connesse alla viabilità negli altri centri della provincia, la contrazione oggettiva dei consumi e, non ultimo, lo stillicidio di cantieri (non solo relativi al tram), hanno frenato la propensione all’investimento da parte degli imprenditori del commercio e del turismo della nostra provincia”.
Tradotto: scarsa fiducia nel futuro.
“Il che –aggiunge Zilio.- è il peggio che si possa prospettare per chi, come gli imprenditori, è necessariamente un ottimista nel senso che, senza una visione ottimistica del futuro, nessuno si imbarcherebbe nell’avventura rappresentata dall’avviare e dal gestire un’impresa”.
Servono dunque scelte decisive.
“Non ce ne vogliano gli amministratori cittadini e provinciali –continua Zilio- ma la nostra strenua battaglia per i parcheggi e la viabilità qui trova una formidabile conferma. E’ evidente che devono essere fatte scelte di politica economica e sostenere il contrario è operazione miope che non aiuta lo sviluppo. E sullo sviluppo, credo, tutti dovremmo essere d’accordo.”.
Infine un appello alla banche locali.
“Gli istituti del credito cooperativo –conclude Zilio- rappresentano in questo momento un punto di riferimento importante per la nostra imprenditoria. A loro chiedo di non difettare in coraggio”.

19  dicembre 2005

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