Varchi elettronici: per l’Ascom ci sono problemi sia per gli operatori economici che per i clienti.
Il presidente Tonetto: “Noi partner tecnici del comune e attenzione a non fare un “assist di fatto” ai centri commerciali”
La lettera porta la data del 13 ottobre, ovvero il giorno successivo alla riunione in comune con le categorie economiche per definire le modalità di gestione dei varchi elettronici nelle zone a traffico limitato.
E’ circostanziata e molto precisa e porta la firma del presidente dell’Ascom, Alcide Tonetto.
In essa si evidenziano due aspetti principali: da un lato le difficoltà di talune categorie del commercio, dall’altra l’”assist di fatto” che l’inflessibilità dei varchi fa nei confronti dei centri commerciali.
“E’ pur vero che le sanzioni scatteranno solo a febbraio –specifica il presidente- ma a tutt’oggi non abbiamo ricevuto nessuna risposta e non vorremmo trovarci a ridosso della scadenza con i problemi ancora irrisolti”.
E allora vediamoli questi problemi.
Innanzitutto quelli connessi al servizio di manutenzione e assistenza svolti dai commercianti di macchine per ufficio, registratori di cassa, programmi software e macchine per la pulizia dei grandi ambienti, tanto per fare degli esempi.
“In questo caso –aggiunge il presidente- abbiamo chiesto che i nostri soci siano parificati agli artigiani che dispongono di un contrassegno di tipo 3 gestiti dalle associazioni dell’artigianato”.
Non solo. Ci sono attività, come quelle dei fioristi e dei panificatori che, per l’oggettiva deperibilità dei prodotti, hanno necessità di frequenti rifornimenti, per i quali le finestre di entrata previste dalla normativa non sono sufficienti, anche perché spesso si tratta di attività assolutamente non programmabili (basti pensare ai funerali che non sono certo nella disponibilità decisionale dei fioristi).
Altro importante rilievo tecnico da risolvere riguarda i veicoli superiori ai 35 quintali che riforniscono quotidianamente di gasolio le abitazioni e i condomini in centro storico, con interventi che quasi sempre rivestono il carattere dell’urgenza.
“Non è possibile –scrive Tonetto nella missiva indirizzata a Palazzo Moroni- che per l’entrata di questi veicoli ci sia bisogno di una duplice autorizzazione, del Settore Manutenzioni prima e poi anche della Polizia Municipale, senza contare che, paradossalmente, l’Ufficio Autorizzazioni Stradali del Settore Manutenzioni è aperto solo 3 mattine alla settimana, vanificando qualsiasi possibilità materiale di richiedere l’autorizzazione, e quindi di svolgere il servizio, in caso di chiamate dei clienti nei giorni di venerdì, sabato e domenica”.
Timori vengono poi espressi anche per il servizio di rifornimento dei negozi: molti operatori che vengono da fuori e che hanno necessità di rifornire in giornata un certo numero di punti vendita, magari in più città, hanno già prospettato notevoli difficoltà qualora non vi sia flessibilità nelle finestre orarie previste per la ZTL.
Critica, ma disponibile, l’Ascom propone dunque al comune di diventare partner tecnico dell’operazione.
“Come associazione ci rendiamo sin d’ora disponibili –aggiunge Tonetto- a mettere a disposizione la nostra struttura per ottimizzare e velocizzare il servizio relativo al rilascio dei permessi temporanei, in modo da consentire ai nostri operatori di non dover perdere intere mattinate presso l’Ufficio Zona Blu della Polizia Municipale, sgravando in tal modo anche il servizio svolto quotidianamente dai vigili di una parte delle incombenze”.
Difficile da tradurre in pratica?
“Direi di no –afferma il presidente dell’Ascom- anche perché abbiamo già svolto simili funzioni per conto della Polizia Municipale, attraverso il rilascio dei contrassegni per l’entrata in deroga dei veicoli commerciali (il famoso “Protocollo d’Intesa” messo poi al tappeto dalla sentenza del TAR), con un’attività svolta capillarmente sul territorio provinciale e con grande serietà tecnico-professionale”.
Fin qui l’ambito strettamente professionale. Ma all’Ascom sono anche preoccupati per l’effetto che i varchi elettronici (assolutamente inflessibili) avranno sui clienti.
“Siamo ben consapevoli –conclude il presidente Tonetto- che i varchi elettronici saranno un sicuro deterrente anche per molti potenziali clienti, che ancor più di prima preferiranno orientarsi per gli acquisti verso le strutture della grande distribuzione organizzata, con ciò aggravando le condizioni del centro storico, caratterizzato già dalla cronica mancanza di parcheggi di prossimità. Problema questo che, soprattutto in relazione a queste misure di contenimento del traffico e dell’inquinamento, deve trovare soluzioni e una programmazione seria di interventi”.
22 novembre 2005
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