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China Market in corso Stati Uniti.
Zilio (vicepresidente vicario Ascom Padova e presidente Centro Grossisti): “Violato lo spirito istitutivo della ZIP. Sara’ un’intera economia regionale a dover fare i conti con chi si fa forte perche’ le nostre istituzioni sono deboli”

China MarketCrescono? “Il panico no, la rabbia sì”.
Fernando Zilio, vicepresidente dell’Ascom Padova e presidente del Centro Grossisti, non ha nessuna intenzione di raffreddare la polemica sull’avvento del China Market Ingros che sorgerà in corso Stati Uniti.
“Nessun panico –precisa Zilio- tra i 52 operatori del Centro Grossisti: siamo gente tosta che ne ha viste di tutti i colori e saprà far fronte anche al “pericolo giallo”. Piuttosto quella che monta è la rabbia per l’atteggiamento “pilatesco” di chi avrebbe il dovere di fare qualcosa e invece dice che non può far nulla”.
Non nasconde il suo rammarico, Zilio, per l’atteggiamento della dirigenza della Zip.
“Si dice che le regole sono regole–aggiunge il vicepresidente vicario dell’Ascom- ma sono regole che, evidentemente, meritano di essere interpretate. I terreni, infatti, fanno parte del Consorzio da vecchia data, ma le costruzioni sono nuove. E questa non è una palese violazione dello spirito istitutivo della Zip?”
Non solo. Zilio mette in guardia contro il rischio che il centro ingrosso “made in China” si trasformi effettivamente in una nuova Ikea.
“Leggo –continua il presidente del Centro Grossisti- che la nuova iniziativa “sarà l’Ikea dell’abbigliamento” (e io aggiungo: di bassa qualità e a rischio allergie!). Cosa significa? Che il signor Jang venderà anche al minuto? E se lo farà, in aperto contrasto con le norme, ci sarà qualcuno (Zip, Comune, Camera di Commercio, Provincia) che avranno la forza per impedirglielo? E mi chiedo ancora: la Guardia di Finanza avrà uomini e mezzi per controllare quanto viene importato e poi venduto in quella struttura?”
Domande alle quali Zilio si è già dato una risposta.
“Io non credo –aggiunge- che ci sia la volontà politica di affrontare la questione perché resta sempre più facile colpire “i soliti noti”, cioè noi che come Centro Grossisti, ad esempio, dobbiamo ancora chiedere i permessi alla Zip per affittare o che, come commercianti in generale, subiamo per giorni i controlli fiscali e poi paghiamo solo per gli errori formali e non di sostanza. Si badi però: stavolta il rischio è grande perché non saranno solo i grossisti a dover temere l’attacco di un’imprenditoria che non sembra molto ligia alle regole (commerciali, ma anche ambientali, in materia di lavoro, ecc.), ma sarà l’intero tessuto commerciale di una regione a dover fare i conti con la spregiudicatezza di chi si fa forte perché le nostre istituzioni sono deboli”.
Infine una “frecciata” nei confronti della Confesercenti.
“Sinceramente non so chi rappresentino –conclude Zilio-: se per loro il China Market è un’opportunità, vorrà dire che hanno deciso di cavalcare l’invasione. In ogni caso la cosa non ci riguarda: noi continuiamo e continueremo a tutelare il “nostro” commercio e non quello d’importazione. Francescon non rischia nulla, purtroppo Zilio rischia la sua azienda e i suoi colleghi la loro”.

 

23  novembre 2005

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