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ANCHE I GIOVANI DELL’ASCOM CONTRO LA FINANZIARIA.
IL PRESIDENTE MASIERO: “E CHI GLIELO DICE, ADESSO, AD UN GIOVANE, CHE “RISCHIO D’IMPRESA E’ BELLO”?

“Non sono rosso di capelli come la nostra presidente nazionale Michela Vittoria Brambilla, ma sono ancor più nero di lei in quanto ad arrabbiatura per questa Finanziaria”.
Sa anche riderci su Michele Masiero, leader dei Giovani Imprenditori dell’Ascom Padova, quando parla di manovra economica del governo, ma non è detto che il suo giudizio sia meno “tranchant” di quello della sua omologa nazionale protagonista, nei giorni scorsi, di un acceso “Ballarò”.
“Povero Bersani –continua Masiero-: non gli hanno fatto un gran favore a nominargli il ministero “per lo sviluppo economico”. L’avessero lasciato “alle attività produttive” non avrebbe dovuto giustificarsi di fronte a chi, come noi, gli chiede dove stia, in questa Finanziaria, lo sviluppo economico!”.
Anzi, secondo Masiero, si fa di tutto per penalizzare le imprese.
“Padoa-Schioppa e Visco –sottolinea il presidente dei Giovani Ascom- hanno puntato il dito sui lavoratori autonomi, sulle aziende che danno lavoro e che producono, penalizzandole fortemente.”.
“Forse –dichiara Masiero- i nostri governanti non hanno tenuto conto che molte aziende italiane potrebbero spostare le proprie produzioni all'estero magari riducendo l'organico e di conseguenza impoverendo il Paese”.
“Ammetto –continua il presidente– che la manovra debba, in qualche modo, esplicitarsi, ma perchè allora non si riducono gli sprechi pubblici, contenendo e controllando le spese di quegli enti pubblici (sempre utili?) che hanno uscite da capogiro e risultati da svenimento? Per risanare le casse dello Stato si deve per forza mettere in ginocchio l’economia di un intero Paese? O ancora: perché si continua a dire “paghiamo tutti per pagare meno” piuttosto che “paghiamo meno per pagare tutti?” 
“Il bello –conclude Masiero- o meglio, il brutto di questa Finanziaria, è che è riuscita ad attirare le critiche anche di chi si sosteneva ne avrebbe beneficiato. Evidentemente così non è e non saranno di certo le continue correzioni a mitigare il giudizio nei confronti di un impianto che, ha detto bene il nostro presidente Zilio durante l’assemblea svoltasi alla Cittadella, sembra fatto apposta per criminalizzare la categoria ed autorizzare uno “Stato di polizia”. La verità è che con simili iniziative non si sostiene la voglia di impresa e, di conseguenza, non si sostiene l’economia. Mi chiedo: ma perché il governo non fa come le aziende private e si preoccupa della percezione che, della Finanziaria, ne hanno i “clienti” (che poi saremmo tutti noi contribuenti)? Chi glielo dice, adesso, ad un giovane, che “rischio d’impresa è bello”? Io no di certo. Mi prenderebbero per matto!”

1 novembre 2006

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