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LIBRI DI TESTO E COSTI PER LE FAMIGLIE.
ELLENI (LIBRAI ASCOM): “MANCA LA VOLONTA’ POLITICA PER RISOLVERE LA QUESTIONE: BASTEREBBE UNA BELLA DETRAZIONE IN SEDE DI DICHIARAZIONE DEI REDDITI”

studenteRiaprono le scuole e riaprono, puntuali come i primi freschi mattutini, anche le polemiche sul caro-libri.
“Ma niente è più artefatto –commenta Leandro Elleni, presidente dei librai dell’Ascom di Padova- di una polemica che dura lo spazio di una settimana e poi viene archiviata lasciando assolutamente le cose inalterate”.
Già, perché avete mai visto che, dopo i “botti” di fine agosto – primi di settembre, succeda qualcosa di positivo?
“No –continua Elleni- ed il motivo è chiaro: manca la volontà politica (peraltro molto bipartisan!) per affrontare la questione. Perché non vi è dubbio che, se si volesse veramente incidere in positivo sui bilanci familiari, basterebbe defiscalizzare il costo dei libri: una bella detrazione in sede di dichiarazione dei redditi ed il sostegno alle famiglie sarebbe cosa concreta”.
Invece non pare ci siano iniziative in tal senso.
“Dispiace osservare –continua Elleni- quanto sia stucchevole, in questo Paese, il richiamo alla cultura. Tutti ne parlano, tutti la blandiscono ma, alla fine, la situazione è la seguente: meno di 3 milioni di italiani sui 57 milioni che siamo, leggono un libro al mese. E sì che una recente ricerca ha stabilito, senza ombra di dubbio, che investire nella lettura aumenta la produttività del Paese”.
Per cui la categoria non si sente certo responsabile né dei monti-valori dei libri di testo, né degli aumenti di questi ultimi.
“A parte il fatto –continua il presidente dei librai dell’Ascom- che sono gli editori a stabilire i prezzi e lo fanno già a gennaio (quest’anno siamo nell’ordine del 3%), va detto con chiarezza che il margine lordo per il libraio non supera il 18% ed in questo lordo c’è tutto: dagli sconti alle spese di gestione, al personale, alle bollette della luce e del gas, ecc.”.
Dunque, la politica prima ancora del mercato.
“Non vi è dubbio –conclude Elleni- che anche gli “stop & go” di questi anni su riforme, non riforme e/o blocco delle riforme del sistema scolastico incidano non poco sulla programmazione dell’attività scolastica ed, in ultima analisi, anche sulla programmazione delle iniziative editoriali. Tutto il resto rischia di essere un falso problema, compreso il mercato parallelo dei libri usati che, in sé, non è cosa da rigettare (anzi!) ma che presenta sacche di pressappochismo che, talvolta, sfociano nella truffa ai danni dei consumatori”.

 

 4 settembre 2006

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