LA CHIUSURA DELL’ALTINO MANDA IN CRISI IL COMMERCIO DI VIA ALTINATE E AREE LIMITROFE.
L’ASCOM: “URGONO SOLUZIONI”
C’era una volta il cinema Altino. E con esso c’era il via vai di gente che frequentava via Altinate e via Zabarella e le viuzze limitrofe. Adesso il cinema non c’è più, la gente si è rarefatta ed il commercio ha cominciato a battere in testa.
“Il problema –evidenzia Manuel Orvieto, presidente dell’Associazione Borgo Altinate e vicepresidente dei commercianti Ascom del centro storico- non è certamente sorto con la chiusura dell’Altino, ma quel contenitore tristemente vuoto ha contribuito a gettare un’ombra sinistra su tutto il commercio della zona”.
Abbandonati da tempo i fasti dei decenni d’oro del cinema, erano anni che le due sale (Altino e Mignon) non convogliavano in zona tantissime persone, ma anche la semplice apertura, fatta di luci accese e di porte aperte e non sbarrate, contribuiva a rendere viva un’intera zona commerciale.
Urge, pertanto, trovare soluzioni.
“La qual cosa –aggiunge Patrizio Bertin, presidente dell’Ascom per il centro storico - non è per nulla semplice se si continua a mantenere una destinazione d’uso che altro non prevede se non la presenza di sale per spettacoli. Ma la stagione dei cinema in centro è acqua passata ed insistere su questo piano ha il significato di privare la città di un edificio centralissimo che, con ogni probabilità, avrebbe molto da dire”.
Le proposte, in questo senso, non mancano. Comprese quelle un tantino “provocatorie” di adibire l’ex Altino ad auditorium.
“Non vedo perché –continua Orvieto- non si possa pensare anche ad una soluzione del genere, abbandonando il progetto dell’area Boschetti ed investendo (naturalmente molto meno) in un edificio che è suppergiù nella stessa zona”.
Proposte. Comunque tese a ridare vivibilità ad un’arteria che rischia la desertificazione.
“Purtroppo –conclude Bertin- via Altinate, via Zabarella, le stesse piazze e via Eremitani sono parte di un problema ben più complesso che è l’inavvicinabilità del centro storico. Chi magari anche vorrebbe arrivare a Padova ne è impedito perché l’accesso è problematico ed il parcheggio addirittura impossibile”.
Insomma: c’è la necessità di una scossa.
“Perché qualcosa bisogna fare – termina Bertin- o il centro sarà destinato ad
abidicare”.
4 ottobre 2006
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