TANTI ALBERGHI
NESSUNA FIERA?
di Monica Soranzo*
Prima della tegola rappresentata dalla riproposizione in Finanziaria della tassa di soggiorno (a mio giudizio comunque censurabile, ma così come viene prevista addirittura inaccettabile), si stava sviluppando, a livello locale, un interessante dibattito sulla Fiera e sulla sua dislocazione.
Vorrei pertanto provare ad esprimere il mio pensiero partendo da una semplice constatazione: c’è una certa tendenza a ritenere Veneto City come un male ineluttabile e la Fiera come una struttura comunque destinata al declino.
Dirò quindi subito che non sono d’accordo né con chi preconizza l’uno né con chi ipotizza l’altra.
Il trasferimento della Fiera nel grande contenitore di Veneto City (a proposito: perché tanto interesse da parte di taluni politici nostrani verso una realizzazione che non insiste sul nostro territorio?) avrebbe certamente delle ricadute negative sul sistema ricettivo padovano.
Ha ragione il presidente dell’Azienda Turismo, Ubaldo Lonardi, quando afferma che anche di Fiera vive il sistema alberghiero padovano e, con ogni probabilità, ne vivrebbe ancora di più se, accanto alle manifestazioni, si potesse contare sull’apporto di un centro congressi di grandi dimensioni.
Ma se tutto questo dovesse svanire, quali scenari si aprirebbero per un comparto, quello alberghiero padovano, che ha visto nascere, negli ultimi mesi, diverse nuove strutture nella prospettiva di un consolidamento del mercato e non certo di una sua involuzione?
Mi pare di sentire già l’obiezione: Veneto City può rappresentare la soluzione ad una Fiera certamente troppo centrale.
Ma è un’obiezione che, da operatrice turistica, non condivido per almeno due buone ragioni: la prima è che uno spostamento verso Venezia deprimerebbe Padova ma non aumenterebbe l’appeal di Venezia, città unica al mondo che non ha certo bisogno di Padovafiere per rafforzare le sue potenzialità. La seconda è che si può prevedere una nuova Fiera anche in un ambito padovano, purchè siano garantite viabilità e servizi efficienti.
Ed è proprio su quest’ultimo aspetto che mi sento di dover insistere richiamando la responsabilità della politica.
Non ci si può nascondere, infatti, che chi ha investito sull’attuale Fiera, si riprometta di massimizzare gli utili. La politica venga dunque incontro agli investitori ma non immoli sull’altare di Veneto City una potenzialità che avrebbe ottime chance nell’ipotesi di una nuova destinazione della Fiera, purchè questo avvenga in un contesto padovano in grado di supportare l’offerta ricettiva che, diversamente, rischia di entrare in crisi per esubero di strutture.
* Presidente Albergatori Ascom Padova
18 ottobre 2006
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