POLEMICA ASCOM – INCATENATI.
PER BERTIN: “CHIEDONO LE DIMISSIONI DEL PRESIDENTE ZILIO SENZA ESSERE SOCI, PROTESTANO SOLTANTO E SUI PARCHEGGI SCOPRONO L’ACQUA CALDA”
A rigor di logica la polemica tra gli incatenati di Palazzo Moroni e l’Ascom nemmeno esiste.
“Ed il motivo –commenta Patrizio Bertin, presidente Ascom dei commercianti del centro storico di Padova- è semplice semplice: nessuno dei sei incatenati (familiari compresi) è socio Ascom per cui non si capisce bene a che titolo e con quale diritto avanzino richieste in tal senso”.
Ironizza Bertin: “Sarebbe come se Berlusconi, per il semplice fatto di essere in America, chiedesse le dimissioni di Bush. Credo che gli americani gli risponderebbero con una sonora pernacchia!”
Ironia a parte, le sue sono puntualizzazioni precise sui rilievi mossi dagli incatenati e con lui si schierano a difesa dell’azione dell’Ascom i presidenti delle associazioni di zona.
“Gli incatenati –precisa Bertin- scoprono l’acqua calda quando chiedono i parcheggi ma al di là di scoprirla non fanno nulla per renderla fruibile da tutti. L’Ascom non solo sono anni che chiede una politica della mobilità e della sosta funzionale al commercio cittadino, ma anche in occasione di questo Natale, pur ribadendo il proprio punto di vista critico, di concerto con Comune, Confesercenti e Camera di Commercio, ha attivato il parcheggio della Fiera con bus navetta gratuito. Chiedo: cosa hanno fatto gli incatenati, oltre che protestare? Qualcuno li ha visti impegnarsi per rendere gradevole il centro cittadino? Sono stati loro ad ottenere da questa giunta la riapertura del parcheggio di piazza Eremitani chiuso dalla precedente? E cosa stanno facendo per la criminalità mentre noi incontriamo Prefetto e forze dell’ordine con cadenza semestrale per affrontare le questioni sul tappeto? O cosa stanno facendo per cercare di dare una soluzione al problema dello spritz? E sul tram, hanno mai detto una parola quando questo è stato ideato dalla prima giunta Zanonato, messo in pista, modificato, dalla giunta Destro ed attivato (forse) dalla seconda giunta Zanonato?”
Non si ferma Bertin. Anche perché, di cose da contestare, ne avrebbe in quantità.
“Purtroppo non è la prima volta che qualcuno, senza titolo, contesta il lavoro di chi invece il titolo ce l’ha. Ed il titolo è quello che nasce dall’adesione spontanea e a pagamento ad una qualsiasi forma associativa. Non basta raccogliere firme in calce ad affermazioni generiche sul tipo “Vorreste che il centro fosse migliore?” E chi non potrebbe essere d’accordo?”
“La verità –continua ancora Bertin- è che la nuova Ascom svincolata dalla politica piace a corrente alternata. Critica la giunta? E allora piace al centrodestra. Collabora con la giunta? E allora piace al centrosinistra. A noi basta che la nostra azione, pur con tutti i limiti che sono insiti nella natura umana, piaccia ai commercianti ai quali, siamo convinti, non piacciono, per contro, le strumentalizzazioni della categoria ad opera di qualche gruppo o singolo politico. Di sicuro si può fare di più e si può fare di meglio, ma il giudizio non può basarsi su un arco temporale limitato e su un unico problema quale può essere la Ztl. Sulla quale, peraltro, non mi pare di avere visto nessun incatenato quando il presidente Zilio ed io siamo andati (già mesi fa) al Ponte Tadi o al Ponte Barbarigo a chiedere la rettifica dei varchi (con tanto di documentazione fotografica pubblicata dai giornali), né mi pare di averli visti quando abbiamo manifestato contro la Finanziaria. Purtroppo (per loro) c’è un’unica realtà: da quando Fernando Zilio guida l’associazione, i soci Ascom sono aumentati di quasi 500 unità, il commercio gode di grande considerazione, le associazioni hanno finito di farsi la guerra e lavorano assieme per raggiungere l’obiettivo di programmare sviluppo ed azioni per il centro cittadino. Chissà, forse è proprio questo ciò che disturba: che ci sia una rappresentanza sindacale forte del mondo del commercio (ma non così forte da parificare il presidente Zilio al sindaco Zanonato) e che dà battaglia in proprio senza dover questuare la sponsorizzazione di questo o quel politico”.
19 dicembre 2006
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