AULA MAGNA DELL’UNIVERSITA’ ESAURITA PER LA CONSEGNA DEI PREMI DEL LIBRAIO A MOCCIA, BUTTAFUOCO E RIGONI STERN
Un’atmosfera speciale la scorsa sera alla cerimonia del Premio del Libraio - Città di Padova 2006, organizzato dal gruppo librai Ascom. Merito senza dubbio degli autori premiati, ma merito anche di un pubblico interessato e appassionato che ha occupato in ogni ordine di posto l’austera (ma perfetta per l’evento) Aula Magna dell’Università.
Curiosità e ammirazione hanno accompagnato le premiazioni di Federico Moccia (per la narrativa), Pietrangelo Buttafuoco (per i giovani autori) e Mario Rigoni Stern (alla carriera), mentre, a causa di un grave impedimento familiare, non è potuto intervenire Corrado Augias, che aveva vinto la sezione destinata alla narrativa.
Anticipata da un prologo che ha visto il presidente dell’Ascom, Fernando Zilio, accompagnare i premiati nella visita “in notturna” al Palazzo della Ragione, la parte ufficiale della premiazione si è aperta con l’immancabile sequenza di scatti fotografici ed interviste televisive.
Dopo gli indirizzi di saluto da parte delle autorità intervenute a nome degli enti che hanno consentito anche la realizzazione di questa 13^ edizione del premio (Università, Ascom, Comune, Provincia, Camera di Commercio, Banca di Credito Cooperativo di Piove di Sacco) tutta l’attenzione si è trasferita sugli scrittori che hanno dapprima ricevuto il sigillo della Città di Padova dalle mani dell’assessore alla cultura Monica Balbinot e poi, all’atto della consegna del premio da parte di Leandro Elleni, presidente dei librai dell’Ascom, hanno avuto modo di “raccontarsi” e raccontare il loro lavoro introdotti dalle presentazioni di Franco Caramanti e, per quanto riguarda Rigoni Stern, di Mario Bernardi.
L’amore è il sentimento più cercato da tutti e il più desiderato secondo Federico Moccia, che non ha nascosto il suo carattere romantico e riflessivo nel suo ultimo libro “Ho voglia di te”, seguito ideale di quel “Tre metri sopra il cielo” che ne ha decretato l’ingresso trionfale nel mondo dei teen agers. I quali non sono mancati, confrontandosi con l’autore nel momento in cui Francesca Dalle Rive (che ha ottimamente condotto la serata) ha lasciato “libertà di microfono” ai presenti in sala.
Quasi invece una “rimpatriata” (visti i suoi trascorsi di libraio, mai rinnegati ed anzi, esaltati) per Pietrangelo Buttafuoco, giornalista dalla “verve” polemica che anche ieri sera non ha mancato di porre la questione del confronto tra la paludata cultura “ufficiale” e quella che “si impone” per volontà popolare.
Un distillato di emozione pura, infine, è scaturito dalle parole con cui Mario Rigoni Stern ha ritirato il premio alla carriera trasmettendo, con i suoi ricordi, la sensazione di benessere che la lettura di un libro riesce a dare.
Infaticabile lettore fin da giovanissimo, il grande autore ha ricordato come passasse interi pomeriggi in libreria e proprio per questa sua passione si è sentito di consigliare di spegnere, qualche volta, la televisione e aprire un buon libro.
Chiusa la parte ufficiale della premiazione (con Elleni che si è chiesto perché mai non si pensi di detrarre dalle tasse i costi, ad esempio, dei libri di testo), autori e pubblico si sono quindi trasferiti al Caffè Pedrocchi dove la serata è proseguita ben oltre la mezzanotte.
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27 ottobre 2006
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