CONSUMI IN MODERATA CRESCITA IN VISTA DEL NATALE.
BENE L’ABBIGLIAMENTO-CALZATURE (DOVE LA CINA BATTE IN RITIRATA), E BENE ANCHE L’ALIMENTARE.
ZILIO (ASCOM): “FATTORI LOCALI (PARCHEGGI E VARCHI) E FATTORI NAZIONALI (FINANZIARIA) ALIMENTANO UNA BUONA DOSE DI PESSIMISMO”
Commercialmente parlando, Gesù Bambino non avrà gli occhi a mandorla. Nel senso che se c’è una novità che sembra emergere da questo primo scampolo di consumi prenatalizi, è l’indietro tutta (o quasi) dai prodotti “made in China”.
“Nel settore dell’abbigliamento e delle calzature –conferma il presidente dell’Ascom, Fernando Zilio- il ritorno al “fatto in Italia” o, comunque, al prodotto che ha subìto una verifica qualitativa in Italia, è abbastanza marcato”.
Lo confermano i dati che arrivano dal comparto del commercio all’ingrosso dove le produzioni contrassegnate dal tricolore salgono anche del 9 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
“Una tendenza –continua Zilio- che riscontreremo, giocoforza, nei prossimi giorni, pure nel segmento del dettaglio, anche se, in questo momento, non è ancora cominciata la corsa agli acquisti che, di norma, comincia con i primi giorni di dicembre”.
Valutazioni riscontrate anche dall’Ufficio Studi dell’Ascom che, nei giorni scorsi, ha effettuato il primo sondaggio tra un piccolo campione di propri associati dei diversi comparti.
E allora, mentre dall’abbigliamento giungono segnali positivi con un novembre in buona crescita (anche del 5 per cento per talune tipologie di prodotto, compreso l’uomo abbastanza trascurato nei periodi precedenti), arrivano segnali più che positivi dall’alimentare.
“I nostri associati –mette in risalto il presidente Zilio- confermano più che buone vendite (non ancora effettuate) buone prenotazioni anche se, su tutto, soprattutto per l’area nevralgica del centro storico, pesano le ben note difficoltà di accesso. Parcheggi che non ci sono e varchi elettronici che respingono equivalgono ad una netta flessione nei consumi”.
Consumi che, lo confermano 4 intervistati su 5, subiranno (almeno così sperano!) una bella accelerata con l’arrivo delle tredicesime anche se, soprattutto in determinati settori, come l’elettronica, è consistente l’utilizzo del credito al consumo.
“Purtroppo –continua Zilio- quello che poteva essere un Natale “coi fiocchi” (sempre commercialmente parlando), rischia di essere un Natale così così dal momento che la ripresa nel nostro Paese appare ancora di là da venire. C’è infatti una cautela (che non ho difficoltà ad imputare ad una Finanziaria “pauperista” che viene percepita dai consumatori come fortemente negativa) che non c’è, per contro, in Francia, in Gran Bretagna, in Spagna e persino in Germania. Sembra quasi che alla nostra voglia di futuro vengano tarpate le ali da una diffusa sensazione di incertezza, per non dire di marcato pessimismo”.
Una convinzione che il presidente dell’Ascom basa sui dati diffusi questa settimana dalla Confcommercio e che denunciano come gli italiani guardino con pessimismo al futuro per un 34,2% a fronte del 19,6% dei francesi, del 10,4% dei tedeschi, del 29,1% degli spagnoli e, addirittura, del 5% degli inglesi.
“Non vi è dubbio –continua Zilio- che il clima generale si riflette sull’andamento complessivo delle spese delle famiglie che, nonostante una percezione di graduale miglioramento, rimane molto contenuto. In altre parole, poteva essere una stagione di successi, con ogni probabilità sarà una stagione di piccoli miglioramenti (se vogliamo essere ottimisti) o di stabilità (se vogliamo essere il contrario)”.
In ogni caso, ribadiscono all’Ufficio Studi dell’Ascom, non sono le previsioni di consumi di questi giorni quelle che possono far sorridere i commercianti, ma le vendite reali. E per queste, necessariamente, bisognerà attendere almeno una settimana.
30 novembre 2006
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