UNA BATTAGLIA,TANTE VITTORIE
di Fernando Zilio*
Adesso che anche l’ultima “finestra” per il pagamento delle tasse sta per andare in archivio, possiamo fare un bilancio di una stagione straordinaria.
Straordinaria nel male (la tegola degli studi di settore “geneticamente modificati”), ma straordinaria anche nel bene (la mobilitazione per ridurne gli effetti apparsi fin da subito deleteri).
Dirò subito: per quel che ci riguarda (ovvero come Ascom di Padova), sarebbe stato comunque un enorme successo se anche non avessimo ottenuto niente di niente.
E questo perché la mobilitazione degli associati ed il consenso generale nei confronti della nostra azione (suggellata dalla raccolta di firme che ha toccato quota 15 mila) è stata tale da fare dell’Ascom di Padova un punto di riferimento non solo per i nostri associati, ma anche per una bella fetta di società civile padovana, veneta e nazionale.
Di più: la base, cioè quei commercianti che nonostante tutto, in questi anni, hanno confermato la loro fiducia nell’Associazione, si sono sentiti finalmente rappresentati e molti tra quelli che avevano lasciato la nave perché non ne condividevano la rotta, sono risaliti a bordo.
Ma il successo è stato duplice perché i risultati ci sono stati. Eccome se ci sono stati!
Innanzitutto abbiamo ottenuto che i nuovi indici abbiano un impatto minore sul fronte dei maggiori ricavi richiesti, consentendo l’eventuale adeguamento anche al valore minimo dei ricavi calcolati con i nuovi indici.
In caso di accertamento poi, se i maggiori ricavi non superano il 40 per cento dei dichiarati e comunque non eccedono i 50 mila euro, l’accertamento è nullo.
Va pure in soffitta l’indice più controverso, ovvero quello relativo al valore aggiunto per addetto che costituiva una vera e propria penalizzazione nei confronti di chi assumeva personale.
Altro aspetto decisivo, la necessità di motivare, con ulteriori elementi probatori, la decisione dell’ufficio di procedere all’accertamento sulla base dei nuovi indici.
Non di poco conto, infine, la ripresa del confronto col Ministero dell’Economia che si è tradotto, in soldoni, nel ripristino di una, seppur parziale, deducibilità delle autovetture aziendali e in una maggiore attenzione al mondo della piccola e media impresa.
Insomma: non è stata una battaglia solo “di bandiera”, di quelle cioè condotte per dovere di firma più che per reale convinzione.
Qui invece abbiamo avuto tutti la sensazione, netta, che se non reagivamo rischiavamo l’implosione del sistema.
Certo, resta il “neo” della retroattività che, purtroppo, è rimasto a “tutela” di quei 2,7 miliardi di euro che erano già stati messi nel bilancio (disastrato) del nostro Stato. Ma si tratta di una battaglia solo rimandata. Anche perché, è bene ricordarlo, la retroattività è un concetto che stride non solo con la cultura del diritto, ma anche con lo Statuto del Contribuente. Una legge (perché di legge si tratta) troppe volte e da più ministri e viceministri bellamente ignorata ma che noi vogliamo che torni ad essere la “magna charta” del rapporto tra fisco e contribuente.
* Presidente Ascom Padova
1 agosto 2007
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