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TURISMO: BASTA CON LA SPECULAZIONE IMMOBILIARE
di Monica Soranzo *

Monica Soranzo
Ancora una volta è tempo di bilanci. Come è andata, turisticamente parlando, la stagione estiva a Padova? Come sono andati i primi otto mesi dell’anno? Qual è la proiezione per l’intero 2007?
I dati tendenziali 2007 dell’Azienda Speciale certificano un buon incremento degli arrivi e delle presenze, sia pure con i dovuti distinguo tra comune capoluogo, area termale e territorio provinciale.
Eppure gli albergatori si chiedono perché ad un incremento delle presenze corrisponda sistematicamente una diminuzione dell’occupazione media delle camere, scesa in tre anni dal 52% al 42% e destinata con le nuove aperture a scendere ulteriormente. La risposta è abbastanza semplice, soprattutto per quanto riguarda Padova città. L’apertura delle nuove strutture negli ultimi tre anni, e non ancora conclusa, ha già comportato un incremento della capacità ricettiva della città di circa il 50%. Credo che in qualsiasi altro settore economico un tale incremento dell’offerta apparirebbe sovradimensionato. Nel nostro caso, invece, amministratori pubblici, “esperti e addetti ai lavori” vedono solo aspetti positivi: riqualificazione dell’offerta, miglioramento degli standard, crescita dell’indotto, concorrenzialità delle tariffe…
Noi ci permettiamo di osservare, invece, che la qualità delle strutture gestite direttamente dalle famiglie di albergatori padovani non ha nulla da invidiare a quella standardizzata delle catene alberghiere, che l’indotto turistico (guide turistiche, ristoranti, escursioni…) non hanno dato in questi anni significativi segnali di crescita, che la determinazione delle tariffe deve necessariamente corrispondere ai costi del servizio offerto e che rendere marginali i profitti significa mettere a rischio la sopravvivenza di aziende storicamente ancorate al territorio. Va sottolineato, in particolare, che la corsa al ribasso ha particolarmente penalizzato le strutture piccole e di categoria inferiore, che pure offrono un servizio prezioso alla città.
Ed il fenomeno non riguarda solo Padova, ma più in generale vaste aree del Veneto. Del resto lo “sviluppo selvaggio” delle strutture ricettive è stato recentemente stigmatizzato dal presidente regionale di Federalberghi Veneto, Marco Michielli, che ha espressamente invitato gli amministratori pubblici a programmare lo sviluppo turistico del territorio avvalendosi di chi il turismo lo vive sulla propria pelle, senza farsi condizionare da interessi speculativi di tipo immobiliare. Per fortuna qualche segnale di attenzione si comincia ad intravedere. Ad esempio l’Assessore al Turismo della Provincia di Treviso, raccogliendo l’invito del mio collega presidente dell’Associazione trevigiana degli albergatori, Federico Capraro, ha inviato una lettera a tutti i sindaci dei comuni, invitandoli a prestare la massima attenzione nel valutare le richieste di apertura di nuove strutture ricettive e di verificare la reale produttività di una nuova apertura sulla base dei dati statistici provinciali.
E’ mia intenzione proporre una analoga riflessione al presidente della Provincia Vittorio Casarin, che, sono certa, saprà capire l’importanza della questione nell’interesse di un rilancio del turismo padovano, che, a nostro avviso, si basa non tanto su incrementi percentuali, ma su una crescita della cultura turistica nel territorio.

* Presidente PADOVAHOTELS-ASCOM PADOVA

7 settembre 2007

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