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PREZZI IN AUMENTO. PER L’ASCOM SI RISCHIA “L’INFLAZIONE PROVOCATA”.
IL PRESIDENTE ZILIO: “ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI SCARSAMENTE COLLABORATIVE”


prezzi in aumento “Il problema non è l’inflazione reale, ma quella provocata e la “madre” di tutte le nostre difficoltà è la crescita lenta che fa dell’Italia il fanalino di coda dell’Europa: o tagliamo la spesa pubblica e allentiamo la morsa fiscale, o sarà dura per tutti”.
Dopo qualche settimana di discussioni sui prezzi in salita, il presidente dell’Ascom, Fernando Zilio, esce allo scoperto e sul tema “caldo” dell’aumento dei prezzi punta il dito anche contro le associazioni dei consumatori.
“Purtroppo –mette in risalto il presidente- non credo che le organizzazioni dei consumatori stiano facendo l’interesse dei propri aderenti. Nei giorni scorsi abbiamo assistito ad un continuo gridare “al lupo, al lupo” che sta finendo per danneggiare non solo i commercianti ma anche i consumatori.
Semplice il ragionamento del presidente Zilio.
“Prendiamo il discorso sul pane. I primi a mettere le mani avanti sono stati i grandi produttori di pasta. Per far ingoiare il rospo dell’aumento hanno cominciato, ancora a giugno, a strombazzare l’inevitabile aumento autunnale causato dalla crescita del prezzo delle farine. Le associazioni dei consumatori purtroppo hanno abboccato estendendo la questione anche al pane col risultato che a forza di parlare di aumenti, i prezzi, al molino, hanno effettivamente cominciato a salire anche se, dal dicembre 2004 al giugno scorso, non è che i prezzi delle materie prime cerealicole fossero rimasti stabili, visto che sono aumentati di oltre il 50%! Ebbene, a fonte di questo aumento (di cui non ho memoria di contestazioni), l’inflazione al consumo su pane e cereali è stato pari al 3,3%. Serve stracciarsi le vesti per questo?”
Analogo il discorso per ciò che riguarda la tazzina di caffè.
“Io capisco –aggiunge Zilio- che nell’immaginario collettivo la tazzina di caffè sia un parametro interessante, ma non può essere il metro di misura per parlare di aumenti generalizzati ed, anzi, finisce per fare il gioco degli speculatori i quali, fiutando il vento “rialzista”, non fanno altro che aumentare le proprie quotazioni tanto, alla fin fine, il bersaglio delle polemiche, complici, purtroppo, anche le associazioni dei consumatori, finiscono per essere sempre e solo i dettaglianti”.
Quasi superfluo ricordare certi “bersagli sbagliati”: dai benzinai accusati di aumentare i prezzi alla pompa (quando ci ricavano meno del 3% lordo sul venduto), ai librai accusati di far lievitare il costo dei libri di testo (che hanno il prezzo imposto dalle case editrici).
“Noi siamo convinti –prosegue il presidente dell’Ascom- che la collaborazione sarebbe preferibile alle accuse. Purtroppo le associazioni dei consumatori, in questi ultimi tempi, non hanno brillato per disponibilità. Hanno lanciato il sasso sui saldi “truccati” di gennaio (quando invece abbiamo dimostrato che si trattava di anticipi di saldi, dannosi per i commercianti corretti, ma vantaggiosi per i consumatori!) ma non hanno voluto partecipare alla commissione che con Comune, Provincia e Confesercenti abbiamo istituito proprio per cercare di dare qualità al periodo degli sconti. Ripeto: maggiore collaborazione, pur nel rispetto dei rispettivi ruoli, non guasterebbe, come non guasterebbe una maggiore attenzione ai dati ufficiali ai quali, in ultima analisi, siamo tutti tenuti a attenerci, compreso quello sull’inflazione che registra un 1,6% generale ed un 2,4% per alimentari e bevande. Se queste sono percentuali “sudamericane” sulle quali ricamarci, significa che vogliamo continuare a farci del male. Se invece vogliamo fare un discorso più serio, allora perché non unire le forze per chiedere un taglio deciso alla spesa pubblica improduttiva ed un altrettanto taglio deciso alle tasse? O questi sono argomenti che non interessano i consumatori?”

7 settembre 2007

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