ASSALTO DI VIA ZABARELLA.
“BASTA CON LE AGGRESSIONI NEI CONFRONTI DI CHI LAVORA IN PROPRIO”
“A questo punto serve una presa di posizione dura ed inequivocabile da parte delle istituzioni: non è più possibile che la città sia ostaggio di qualche disadattato che, non avendo nulla di meglio da fare, se la prende con la gente che lavora alimentando ad arte tensioni anche dove non ci sono”.
L’attacco proditorio avvenuto questa mattina ai danni dell’agenzia d’affari “Zabarella”, con annessi fumogeni che hanno coinvolti anche altri esercizi commerciali, mobilita l’intera Ascom.
A condannare il gesto sono infatti, all’unisono, sia il presidente provinciale, Fernando Zilio, che quello di “Padova fa Centro”, Patrizio Bertin, che il presidente degli agenti immobiliari che fanno capo alla Fimaa-Ascom, Sandro Borselli.
“Dare addosso a chi lavora in proprio – dichiara il presidente Zilio- sembra essere diventato lo sport più popolare per un certo tipo di prevaricatori che molto hanno in comune con lo squadrismo intollerante. Io voglio sperare che nei “pacchetti sicurezza” che il governo si appresta (forse) a varare, siano comprese anche norme che consentano di applicare pene certe anche nei confronti di chi pensa che attaccare un’impresa non sia censurabile”.
“C’è da restare allibiti –mette in risalto Patrizio Bertin- di fronte ad azioni che contribuiscono in maniera evidente ad alzare la tensione in città. Tutto questo, purtroppo, vanifica i nostri sforzi per dare della città un’immagine positiva”.
“Voler a tutti i costi – afferma il presidente degli agenti immobiliari, Borselli - creare un collegamento tra immigrazione e speculazione immobiliare non giova a nessuno inoltre buona misura degli immigrati presenti nel nostro territorio è gente che si guadagna da vivere onestamente mentre i protagonisti dell’episodio di questa mattina si concedono il lusso di non svolgere nessuna attività e di vivere, comunque, la loro bella vita sotto i riflettori della ribalta”.
Se qualcuno ritiene di essere in possesso di notizie su comportamenti poco leciti si rivolga alla magistratura e si lascino in pace quanti cercano di portare avanti, con sacrificio, il proprio lavoro”.
“Se mai ci fosse stato anche un semplice dubbio –conclude il presidente Zilio- sulla necessità di portare al centro del dibattito la questione della legalità, questo ennesimo episodio di intolleranza lo ha fugato. Resta da vedere se lo stato di diritto è ancora in grado di reagire o se dobbiamo tutti arrenderci di fronte alle prevaricazioni”.
8 novembre 2007
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