SEMPRE PIU’ DIFFUSO, TRA I COMMERCIANTI, L’USO DEL CREDITO AL CONSUMO PER SUPERARE DIFFICOLTA’ AZIENDALI.
GREGGIO (FIDIMPRESA ASCOM): “ATTENTI: E’ UN CREDITO VELOCE, MA HA COSTI ALTISSIMI”

Intervento radiofonico del Presidente Fernando Zilio:
Rai Radio City del 29 novembre
Intervento 1 (mp3 - 2',21" -
1,6 Mb)
Intervento 2 (mp3 - 2',03" -
1,4 Mb)
Diffidare dal credito facile, soprattutto da quello veloce: potrebbe nascondere qualche amara sorpresa.
A lanciare il monito è Fidimpresa, il braccio operativo, in campo finanziario, dell’Ascom di Padova che, nel quotidiano rapporto con gli operatori del settore, sta riscontrando un fenomeno alquanto preoccupante: l’utilizzo, da parte delle imprese, del credito al consumo.
“Purtroppo –commenta Gianpaolo Greggio, presidente di Fidimpresa- una certa, atavica rigidità del mondo bancario contrapposta, per contro, ad una funzionale duttilità delle finanziarie o degli agenti creditizi che in gran numero si sono proposti sul mercato, sta mettendo in seria difficoltà un mondo come quello del piccolo commercio”.
Il perché è presto detto. A fronte di necessità immediate di cassa, il piccolo negoziante preferisce rivolgersi a chi è in grado di fargli avere il contante in poche ore.
“Solo che –continua Greggio- oltre che essere tecnicamente “sbagliato” per un piccolo imprenditore, il credito al consumo costa anche tantissimo”.
Non solo in termini di tasso effettivo (sfiorare la soglia del 25 per cento è evenienza all’ordine del giorno!), ma anche di costi aggiuntivi.
“E’ il caso –aggiunge il presidente di Fidimpresa- delle cosiddette “carte di credito revolving” che, normalmente, vengono proposte dalle finanziarie e che, nel consentire una dilazione per quanto attiene ai pagamenti effettuati con la carta stessa, caricano il costo di interessi esorbitanti”.
Insomma: tasso alto, carta revolving e spese di istruttoria rischiano di far schizzare alle stelle il costo di un prestito anche di poche migliaia di euro.
Usura?
“Formalmente no –ammette Greggio- perché siamo in presenza sempre di una pluralità di contratti che, di fatto, impediscono di superare le soglie previste dalla legge, ma non vi è dubbio che, alla prova dei fatti, i costi complessivi possono far tremare i polsi”.
Eppure, contro questo stato di cose, le soluzioni ci sarebbero.
“Certo –continua il presidente di Fidimpresa- chi si rivolge alla nostra struttura per ottenere un prestito bancario convenzionato, non può sperare di avere i soldi in 48 ore. Ma, in compenso, sa di pagare uno spread sull’Euribor non superiore al 2,25% con un tasso oggi attorno al 7%.
Insomma, si tratta di non affrontare i problemi, se anche questi ci sono, quando l’acqua comincia a salire alla gola.
“In ogni caso –continua Greggio- è sempre meglio confrontarsi coi nostri uffici: un consiglio da parte di chi, ogni giorno, è a contatto coi problemi del comparto, può essere molto utile per evitare di affrontare spese che poi finiscono per risultare fuori controllo con ricadute disastrose non solo sull’impresa, ma anche sulla famiglia”.
9 novembre 2007
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