I COMMERCIANTI PADOVANI DANNO AL COMUNE SEI MESI DI TEMPO PER ADOTTARE UN PIANO STRATEGICO DEL COMMERCIO.
LA RICHIESTA NEL CORSO DELL’INCONTRO ORGANIZZATO DA ASCOM E CONFESERCENTI CON LA PARTECIPAZIONE DEGLI ASSESSORI CARRAI, PIERUZ E ROSSI
Il count down è partito: massimo sei mesi ed il comune di Padova dovrà dare risposte. Meglio: dovrà stilare, in collaborazione con le organizzazioni di categoria, un piano strategico del commercio. A cominciare dal capitolo sicurezza che, in qualche modo, è stato l’argomento “di riferimento” dell’incontro organizzato giovedì da
Ascom e Confesercenti (“Le attività economiche tra futuri cantieri, ztl e tram: quale futuro per il commercio di Padova e i suoi quartieri?”) e svoltosi nella sala della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo di via VIII Febbraio.
Al tavolo dei relatori, con i presidenti di Ascom, Fernando Zilio e di Confesercenti, Nicola Rossi, gli assessori Marco Carrai (sicurezza), Ruggero Pieruz (commercio) ed Ivo Rossi (viabilità ed arredo urbano).
Ad aprire la “tenzone”, assolutamente pacata nonostante l’esasperazione dei commercianti stia raggiungendo il livello di guardia, un Fernando Zilio, presidente dell'Ascom, decisamente in palla dopo i recenti successi in materia di studi di settore ed un Nicola Rossi puntuale nel richiamare le molte (troppe) negatività che danno di Padova un’immagine per nulla confortante.
Ma nonostante le premesse non proprio esaltanti per i rappresentanti della pubblica amministrazione, le prime parole di Zilio sono state parole di solidarietà nei confronti del sindaco Zanonato, messo sotto scorta ed impegnato a ribadire la necessità della legalità trovandosi in questo sulla stessa linea, se non proprio in termini “ideologici” sicuramente in termini pratici, del sindaco di Verona, Tosi.
Eppure, nonostante l’impegno del primo cittadino, ai commercianti padovani, chiamati a dire cosa ne pensano in materia di cantieri presenti e futuri, di tram che più che viaggiare, arranca, di ztl che macina soldi (per il comune) ma stritola le
attività del centro, di parcheggi agognati e mai realizzati, interessa soprattutto un ritorno alla normalità. Quella normalità perduta da quando scippi e borseggi, spaccio e raid punitivi, spaccate ed assalti ai negozi hanno finito per fare di Padova la città buona per tutte le inchieste “noir” delle tv nazionali e straniere.
"Quando una ragazza di 18 anni -ha detto significativamente il presidente Zilio- chiama il padre a mo’ di scorta perchè non se la sente di andare in un negozio di Corso del Popolo, significa che siamo in una situazione di vera emergenza".
Un’emergenza che, nonostante dal Viminale in giù tutti i riferimenti istituzionali si affannino a definire più “percepita” che reale (analisi rifiutata senza mezzi termini dai numerosi presenti) sembra difficile da arginare in una città che, nonostante l’impegno delle categorie per dare di
Padova un’immagine “positiva”, deve fare i conti con una criminalità grande e piccola che semina insicurezza a piene mani e dove la frustrazione degli onesti regna sovrana.
Eppure lo spazio per fare di Padova una moderna città europea, ricca di appeal, c’è e Zilio e Rossi, in questo senso, sono stati categorici. "Il commercio cittadino può e deve crescere -hanno detto- ma per farlo ha bisogno di strumenti".
E allora ecco il piano strategico fatto di sicurezza e poi di parcheggi, di viabilità, di qualità urbana.
Argomenti condivisi dagli assessori municipali anche se con accenti e prospettive diverse.
Così se Carrai, stretto nella morsa delle molte cose da fare (criminalità, accattonaggio molesto, vu’ cumprà in ogni dove) è sembrato più sulla difensiva assicurando comunque che l’amministrazione non latita e Pieruz ha sposato in pieno le tesi dei commercianti, Ivo Rossi ha risposto colpo su colpo sia sul tram (“Ricordatevi che non è una mia creatura”), che sui nuovi parcheggi, che sulla viabilità, che sull'asfaltatura delle riviere, che sull'auditorium.
Il dibattito che ne è seguito ha registrato posizioni coincidenti con quelle espresse dai presidenti di Ascom e Confesercenti, registrando peraltro l’appoggio degli artigiani dell’Upa e critiche “estetiche” nei confronti della nuova piazza Cavour.
16 luglio 2007
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