SCONTRINI E CONTROLLI.
FERNANDO ZILIO (ASCOM PADOVA): “GOVERNO IN MALAFEDE: DA’ I NUMERI DELLE
CHIUSURE COATTE MA NON QUELLI DELLE VERIFICHE”.
“PER CAMBIARE MUSICA BISOGNA CAMBIARE IL SUONATORE”
“Ormai è solo una questione di malafede, per cui se la “rivoluzione copernicana” in materia fiscale, presentata l’altro giorno da
Walter Veltroni a Limena, vuol essere un messaggio credibile, deve essere chiaro a tutti che il viceministro Visco è un impedimento in tal senso non solo dentro il governo ma anche dentro il nascente Partito Democratico”.
A meno di 24 ore dal “passaggio a Nordest” del candidato leader alla guida del nuovo partito, i dati diffusi dal sottosegretario all’Economia, Alfiero Grandi e che ricacciano i commercianti veneti nel girone infernale dei cattivi contribuenti o, per dirla alla Visco, “degli anti-Stato”, fanno scrollare la testa al presidente dell’Ascom,
Fernando Zilio.
“Nel documento consegnato a Veltroni l’altro giorno –continua il presidente- ho richiamato più volte l’acredine del viceministro nei riguardi di questo territorio, sottolineandone l’animosità. Cosa vuol dire che in Veneto, regione più “cattiva” d’Italia, sono stati chiusi 38 esercizi “recidivi” che non hanno emesso lo scontrino per tre volte, se non ci viene anche fornito il dato sui controlli effettuati? In Basilicata e Molise neanche un negozio chiuso: bravi, ma quanti sono stati i controlli? E, soprattutto, sarebbe logico (e onesto) conoscere la percentuale veneta di controlli sul totale delle 39.502 verifiche compiute entro lo scorso 15 luglio”.
Insomma, per il presidente dell’Ascom padovana, i pesi e le misure in questo Paese si sprecano.
“I dati del sottosegretario Grandi –continua Zilio- dicono anche che il primato delle chiusure coatte spetta agli ambulanti. Un rigore altrettanto sospetto che punta il dito accusatore verso i venditori regolari e non tocca minimamente i venditori abusivi (alias vu’ cumprà) che continuano, regole nuove o meno stabilite dalla Finanziaria, a stendere i loro prodotti nelle vie centrali delle città facendo del Liston di Padova un mercato dell’abuso e del taroccato che si spinge fin quasi all’ingresso di Palazzo Moroni senza che nessuno si senta in dovere di intervenire”.
Restano dunque tante le perplessità.
“Per fortuna –conclude il presidente dell’Ascom- le critiche che da tempo stiamo sollevando nei confronti del
viceministro Visco, sembrano far breccia anche in autorevoli esponenti politici della nostra regione. In questo senso, le parole chiare del consigliere regionale Franco Frigo, mi sembrano il segnale più significativo di una insofferenza dei veneti nei confronti di chi, a Roma, ha capito che comunque i soldi o arrivano da qui o non arrivano proprio e, visto che, comunque, “Pantalone paga sempre”, val la pena di continuare a bastonarlo. Ripeto: o questa musica cambia (magari sostituendo il suonatore), o i rischi della rivolta delle persone perbene si farà sempre più concreta”.
18 settembre 2007
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