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NUOVA RACCOLTA DI FIRME DA PARTE DELL’ASCOM.
DA SABATO PROSSIMO, 24 NOVEMBRE, SI PARTE A FIRMARE DA PIAZZA GARIBALDI PER DIRE STOP ALLA CRIMINALITA’ E STOP ALLE DISPARITA’ TRIBUTARIE TRA REGIONI

Stop alla CriminalitàUna firma per dire stop alla criminalità e al degrado e stop alle disparità tributarie tra regioni.
E’ quella che chiederà l’Ascom a commercianti e cittadini a partire da sabato prossimo, 24 novembre, quando, dalle 10, nel gazebo allestito in piazza Garibaldi, prenderà ufficialmente il via la nuova raccolta firme proposta dall’Associazione Commercianti.
Una nuova campagna che il presidente Fernando Zilio ha già definito la “rivoluzione di novembre” e che, nelle intenzioni dell’Ascom, punta a superare di gran lunga il risultato, già di per se stesso straordinario, conseguito qualche mese fa quando la stessa Ascom si rese protagonista della raccolta di 50 mila firme contro gli studi di settore.
L’obiettivo dell’iniziativa è quello di dimostrare che, nel giudizio della gente, la misura è colma sia riguardo ad una sicurezza che non esiste più e ad un degrado che si allarga a macchia d’olio, sia nei confronti di una inaccettabile disparità di trattamento tra regioni a statuto speciale e regioni, come il Veneto, a statuto ordinario.
“Nonostante qualcuno si ostini a sostenere che la malavita è in calo –dichiara il presidente dell’Ascom- la percezione dell’aumento della criminalità è stato documentato da un recentissimo sondaggio di Renato Mannheimer per “Porta a Porta” che ha conteggiato in 82 italiani su cento quelli che ritengono il fenomeno della criminalità e del degrado delle città non più sopportabile. Nella nostra raccolta di firme chiederemo a commercianti e cittadini di sottoscrivere il disappunto per alcune macroscopiche evidenze: non può essere “normale” infatti una città che “vanta” l’aumento del 51% degli scippi, la cronica e colpevole carenza di organico delle forze dell’ordine (almeno 500 unità in meno nel Veneto), interi quartieri in balia di balordi, spacciatori in ogni dove, commercio abusivo dilagante”.
Ma se la preoccupazione è grande in materia di sicurezza, è altrettanto grande il fastidio nel vedere regioni e province autonome contermini che godono di privilegi inaccettabili.
“La stagione dei referendum –continua Zilio- che ha interessato comuni confinari come Lamon, Cortina, l’Altopiano di Asiago, il Veneto orientale, ha evidenziato un malessere che non può essere risolto con una rettifica dei confini, ma con una parificazione dei diritti dei veneti a quelli di trentini, sudtirolesi, friulani, valdostani, ecc. Le nostre imprese e le nostre famiglie non possono più accettare che chi apre un’impresa a Trento goda di sovvenzioni fino al 70% a fondo perduto, come non possono più accettare che lì i mutui costino tra l’1,5 ed il 3,5 per cento”. 
Lo stesso dicasi per benzina scontata, autostrade scontate, zucchero, birra e liquori al netto delle tasse nazionali e, soprattutto, il rientro delle tasse pagate in percentuali che vanno dal 70 al 90 per cento quando in Veneto, a malapena, si arriva al 20!
“I veneti –aggiunge Zilio- sono stanchi di essere definiti, da uomini di governo, degli “antistatalisti”. E sono soprattutto stanchi di essere considerati degli evasori visto che, tra soldi che diamo allo Stato e soldi che riceviamo di ritorno per servizi e infrastrutture (che, alla fine, non abbiamo), la differenza, a tutto nostro svantaggio, è di ben 11 miliardi di euro, il valore di una Finanziaria!”
Tutte motivazioni (accompagnate da molte altre) che quanti vorranno firmare troveranno riassunte in un volantino sabato 24 nel gazebo in piazza Garibaldi, ma che, nei giorni successivi, potranno trovare in molte altre piazze della provincia e, soprattutto, anche nei negozi, nei bar e anche negli uffici pubblici.
“Ciò a cui puntiamo –precisa il presidente dell’Ascom- è ad una mobilitazione di popolo. Qualcosa che faccia sentire che siamo stanchi di essere “cornuti e mazziati” a livello finanziario e che, sul piano della legalità, siamo pronti all’accoglienza purchè chi viene da noi ci venga per lavorare e viverci dignitosamente e non certo per delinquere, magari in questo incentivato da una legislazione “buonista” che non sa fare i conti con l’emergenza e, soprattutto, non tutela ormai praticamente più nessuno”.
La speranza dell’Ascom è che, accanto alle firme dei cittadini e dei commercianti, vi siano anche molte firme di amministratori e politici.
“Abbiamo invitato tutti –conclude Zilio- e per loro, espressamente, riserveremo un foglio. Sarà più facile, alla fine della raccolta (prevista per febbraio), constatare in quanti hanno ritenuto di appoggiare la nostra protesta. Civile, ma ferma e, soprattutto, destinata a finire nelle mani del Presidente Prodi”.

20 novembre 2007

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