ZILIO (PRESIDENTE ASCOM PADOVA): “I COLLEGHI CHIEDONO PENE CERTE E MAGGIORE PROTEZIONE SUL TERRITORIO. ESATTAMENTE CIO’ CHE VOGLIAMO DAL PIANO STRATEGICO DEL COMMERCIO”
La sicurezza? Una priorità assoluta.
Lo hanno ribadito, non più tardi di giovedì scorso, i commercianti che si sono confrontati con gli assessori Carrai, Pieruz e Rossi e che hanno chiesto all’amministrazione il varo, entro sei mesi, di un piano strategico del commercio nel quale la sicurezza deve avere un ruolo preminente.
Ebbene, a distanza di una settimana, a suffragare questa impostazione, arriva l’indagine presentata questa mattina a Roma da Confcommercio-Eurisko su un campione di imprese commerciali che, nel solo Nordest, assommano (campione di gran lunga più consistente) a ben 1259.
“Se mai ce ne fosse stato il bisogno –commenta il presidente dell’Ascom, Fernando Zilio- l’indagine ha confermato in tutto e per tutto le nostre preoccupazioni in ordine ad
una criminalità che, a Nordest, è peggiorata, negli ultimi 2-3 anni, addirittura per il 40,6 per cento degli intervistati”.
Lo sostengono soprattutto i tabaccai (+54,4%), i benzinai (+48%), gli orafi (+41,8%) e gli ambulanti (+38,7%) che giudicano l’andamento dei furti una vera e propria emergenza con una punta del 71% di tabaccai e del 59,4% di benzinai che parlano apertamente di
aumento di questo tipo di criminalità.
Ma è tutto il comparto del commercio nel Nordest ad essere in difficoltà causa i furti, dal momento che ben il 57,8 per cento degli oltre 1200 intervistati ritiene che siano aumentati.
“Una percentuale che non trova pari –continua Zilio- se non nelle grandi città del Nord (57,5%) e che viene bissata dal dato sulle rapine per le quali il Nordest ritiene siano aumentate per una percentuale di intervistati pari al 39,7 per cento”.
Ma cosa chiedono i commercianti di casa nostra per arginare una criminalità sempre più diffusa?
A risposta multipla ritengono che non siano necessarie pene più severe (solo il 2,1% le ritiene efficaci), ma certezza della pena (ben il 53,9%) e maggiore protezione sul territorio (49,2%).
Infine la piaga dell’usura che sembra far breccia anche nel Nordest dove solo un 1% (dato più basso in assoluto) dichiara di essersi rivolto agli usurai, ma ben il 10,7 per cento non risponde alla domanda.
24 luglio 2007
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