STUDI DI SETTORE.
ZILIO (ASCOM PADOVA): “NON CI SIAMO! LA RETROATTIVITA’ NON SPARISCE E AL GOVERNO NON ABBIAMO ANCORA TOLTO DI MANO IL NOSTRO BANCOMAT”
Benino, di sicuro non benissimo.
L’ordine del giorno presentato dalla maggioranza e approvato dal Senato non soddisfa Fernando Zilio, leader dei commercianti dell’Ascom di Padova e promotore della raccolta di firme che dalla città del Santo si è allargata a macchia d’olio coinvolgendo non solo le categorie del commercio e della piccola impresa, ma anche larghi strati della cittadinanza.
“Purtroppo –commenta il presidente dell’Ascom- non è stato abbandonato l’assurdo giuridico della retroattività ed anzi, a sostegno della tesi che questo andava mantenuto, è stato ribadito da autorevoli esponenti sia del governo che della maggioranza, che una eventuale rinuncia avrebbe messo in dubbio i 2,7 miliardi di euro previsti in Finanziaria. Evidentemente non ci siamo! Al di là di tante belle parole temo infatti valga pur sempre la massima andreottiana che “a pensar male si fa peccato ma si indovina”, ovvero temo che non si sia ancora riusciti a togliere dalle mani del governo quel bancomat che sono gli studi di settore anche nella nuova ipotizzata versione “sperimentale”. In altre parole: la battaglia non è finita ed anzi, proprio per questo, noi continuiamo la nostra raccolta di firme”.
Insomma: soddisfatti per essere riusciti a “stanare” il viceministro dalla sua posizione di arroccamento, grati a quanti si sono prodigati, con un impegno concreto e non di facciata, per ottenere un cambio di rotta (dal senatore Giaretta, ai senatori veneti e del Nordest della maggioranza e dell’opposizione), ma anche determinati ad andare fino in fondo.
“L’attenzione –continua Zilio- si sposta ora sul tavolo già convocato dallo stesso Visco. In quella sede sarà necessario che le nostre rappresentanze ribadiscano l’assoluta nostra indisponibilità ad essere trattati come sudditi. E’ vero che la ripresa del dialogo va salutata con favore, ma è doveroso anche chiedersi perché mai, in un Paese che si reputa civile, il dialogo venga ripristinato dopo settimane di proteste e di mobilitazioni quando invece dovrebbe essere una condizione preliminare ad ogni iniziativa soprattutto in campo tributario”.
“A questo punto –conclude il presidente dell’Ascom padovana- la nostra richiesta non cambia: questi studi di settore ed, in particolare, i famigerati indici di normalità economica vanno quanto meno “sterilizzati” in attesa che un accordo complessivo tra categorie economiche e Ministero non riporti un briciolo di serenità in un comparto già pesantemente penalizzato. Non può essere infatti l’esonero dell’invio degli elenchi dei clienti e dei fornitori per i soggetti in contabilità semplificata un risultato in grado di far pendere il piatto della bilancia verso un nostro giudizio positivo. Ci vuole infatti ben altro per convincere una categoria come la nostra che la lotta all’evasione, tanto sbandierata dal Governo, non si traduce in un accanimento contro i “soliti noti” ma in una effettiva ricerca di quei 3 milioni di lavoratori completamente in nero dei quali al Ministero sembrano dimenticarsi con troppa facilità nonostante i nostri continui richiami. Così come restano colpevole lettera morta le nostre sollecitazioni nei riguardi di un sommerso che nel sud del Paese è appannaggio di una malavita organizzata libera di spadroneggiare e di chiedere un pizzo addirittura “tariffato” e si fa poco, per non dire nulla, per impedire la proliferazione dell’abusivismo. Mi chiedo e chiedo: quando ci sarà la volontà politica di affrontare tutto questo?”.
28 giugno 2007
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