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SONDAGGIO ASCOM SULLE TASSE E SULLE DICHIARAZIONI DI CALEARO: IL 47% SI DICE “MOLTO” O “TOTALMENTE” VICINO ALL’AFFERMAZIONE “A MALI ESTREMI, ESTREMI RIMEDI” E GUARDA AL FEDERALISMO COME UNICA VIA D’USCITA

TasseTasse, fortissimamente tasse.
L’estate italiana si avvia ad andare in archivio con un argomento su tutti: il fisco e, soprattutto, le polemiche sviluppatesi sull’argomento.
Da Bossi al cardinale Bertone, da Prodi a Visco, da Valentino Rossi a Fisichella, tutti, con accenti e da sponde diverse, hanno alimentato un vento la cui forza non sarà facile arginare.
Il tutto, in qualche maniera, sembra comunque riconducibile all’esternazione di Massimo Calearo, presidente di Federmeccanica e degli industriali di Vicenza che, nel bel mezzo delle vacanze se ne è uscito con quel “a mali estremi, estremi rimedi” sul quale lo stesso Luca di Montezemolo non ha avanzato più di tanti dubbi.
Dunque “grandi” e “piccoli” concordi nel lamentare una tassazione “fuori controllo”?
All’Ascom hanno provato a sondare il terreno dei propri iscritti e nel corso della settimana appena conclusa hanno sottoposto la frase di Calearo ad un campione significativo di intervistati appartenenti un po’ a tutti i settori del commercio e a tutte le aree della provincia.
“Quanto vicino si sente – hanno chiesto le intervistatrici dell’Ufficio Studi dell’Associazione Commercianti- all’affermazione “a mali estremi, estremi rimedi” riferita alla tassazione in atto in Italia?” Ed hanno offerto quello che in statistica si dice un panel di risposte “chiuse”: a) per niente; b) poco; c) abbastanza; d) molto; e) totalmente. Offrendo, infine, un’ulteriore opzione: quanto risolverebbe la questione un vero federalismo fiscale?
Ebbene, all’ultima domanda, solo il 4% ha denunciato un certo scetticismo, mentre per il 96% degli intervistati il federalismo potrebbe effettivamente essere la soluzione ad un problema (quello dell’esuberanza delle tasse) che commercio, servizi e turismo vedono come una priorità assoluta al pari della sicurezza.
Per il resto si oscilla tra l’”abbastanza” ed il “totalmente”, lasciando a zero lo score relativo a “per niente” e “poco”.
In sintesi: si dicono abbastanza vicini alla frase di Calearo il 53 per cento degli intervistati; il 17% ammette di sentirsi “molto vicino”, mentre il 30% è perfettamente aderente alle dichiarazioni del presidente di Federmeccanica.
“Anche se le risposte erano chiuse –sottolineano all’Ufficio Studi dell’Ascom- gli intervistati hanno comunque voluto offrire una loro chiave di lettura”.
Qualcuno ha dunque ammonito contro le proteste “troppo forti”, qualcun altro ha individuato negli alti costi della politica la motivazione per una tassazione senza freni, altri hanno messo in guardia da possibili guerre tra poveri, ma tutti hanno comunque messo in luce come la provocazione possa essere utile a smuovere le acque e, soprattutto, come sia necessario che se una regione produce di più abbia comunque dei ritorni adeguatamente proporzionati.

IL PRESIDENTE ZILIO: “ACCUMULANO “TESORETTI” SULLE NOSTRE SPALLE PER POI SPENDERLI IN MANIERA IMPRODUTTIVA”
“Partiamo da dove ci eravamo lasciati con gli studi di settore: le tasse vanno pagate. Per il resto abbiamo molto su cui discutere”.
Il presidente dell’Ascom, Fernando Zilio, ha seguito sulla stampa le polemiche d’agosto in tema di tasse e al rientro a pieno regime in associazione offre un commento all’indagine compiuta dal proprio Ufficio Studi.
“Non sorprende –dichiara il presidente- che i colleghi condividano le affermazioni del presidente di Federmeccanica. D’altra parte il malcontento che serpeggia non solo nella categoria ma nell’intera popolazione, è assolutamente palpabile. Ma da qui agli “estremi rimedi” e, soprattutto, ai “fucili” direi che ce ne deve correre. Protestare è legittimo, direi anzi, doveroso, ma in un contesto di legalità. Attendo con interesse, in questo senso, l’azione legale della Lega in cinque mosse per stanare uno Stato troppo appiattito sull’aumento delle entrate e poco propenso alla riduzione della spesa”.
Dunque nessuna sorpresa. Semmai a sorprendere il presidente sono state, nei giorni scorsi, certe affermazioni del Presidente Prodi.
“Ho notato troppa enfasi –continua Zilio- sulle maggiori entrate che il premier ha attribuito ad una rinnovata fiducia degli italiani. Se fossi in lui sarei molto cauto ed, anzi, mi sarebbe piaciuto riscontrare altrettanta enfasi su una riduzione della spesa pubblica che, invece, continua a rompere tutti gli argini”:
“La verità –aggiunge il presidente- è che si scoprono sempre nuovi “tesoretti” che però si perdono nei mille rivoli di una spesa improduttiva che, a questo punto, diventa quasi “colpevole” alimentare. Ed oggi più che mai, visto che le maggiori entrate non possono che essere derivate da un aggravio nei nostri confronti (il lavoro dipendente non si è espanso in questi mesi), ci sentiamo pienamente legittimati a chiedere che i piccoli e grandi sperperi, causati in questi anni da destra e sinistra, senza distinzioni, siano azzerati. Condivido, in questo senso, ciò che è stato scritto in questi giorni da autorevoli economisti: se il governo spenderà anche un solo euro per nuove spese la sua credibilità andrà al macero!”

28 agosto 2007

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