MERCATO DI PRATO DELLA VALLE A RISCHIO SUK.
SATTIN (FIVA-ASCOM): “VU’ CUMPRA’ E QUESTUANTI, NUMERI FUORI CONTROLLO”
“Ha detto bene
il presidente della Confcommercio, Carlo Sangalli, intervenuto alla nostra manifestazione di chiusura degli stati generali: “Basta stendere un lenzuolo per aprire un negozio”. Il problema è che qui le lenzuola non si contano più ed i “negozi tarocco” aperti di fronte ai nostri banchi sono talmente tanti che non sappiamo più se Prato della Valle sia un mercato regolato da norme certe o un suk dove vige la più totale anarchia”.
Sposa in pieno la raccolta di firme in corso tra gli ambulanti regolari del maggior mercato padovano,
Ilario Sattin, leader degli operatori su aree pubbliche della Fiva-Ascom di Padova.
“Purtroppo –aggiunge il presidente degli ambulanti dell’Ascom- non solo i venditori abusivi praticano una concorrenza sleale, ma creano un danno d’immagine di proporzioni enormi. Va da sé, infatti, che il progressivo degrado del mercato ne limiti fortemente le potenzialità mettendo a rischio una tradizione ed un comparto che, per crescere, ha bisogno di certezze e di regole”.
Servono dunque maggiori controlli e, soprattutto, serve un presidio dei vigili urbani nei punti per così dire “più a rischio”.
“Qualcuno continua a sostenere –aggiunge Sattin- che il commercio abusivo è marginale ed innocuo. Non è vera né l’una né l’altra delle affermazioni. In primo luogo perché il volume d’affari del falso e del contraffatto è notevole, ed in secondo perché la pericolosità di certe merci e la filiera che sottende a tale commercio tendono a fare di questo mercato parallelo un canale privilegiato per gli affari della malavita organizzata”.
“Per quanto ci riguarda –conclude Sattin- riteniamo che non sia né logico né accettabile che noi si continui a pagare tasse e servizi (tanto per citare: la tariffa igiene ambientale, vale a dire il vecchio asporto rifiuti, non è certamente di scarsa entità) e si sia costretti a subire passivamente una concorrenza che, oggi come oggi, ha superato ogni limite”.
Da qui la pressante richiesta affinché Prato della Valle, ma non solo, torni ad essere
“territorio dello Stato”, dove le leggi valgono per tutti e dove un esercito di questuanti (che la stampa ha smascherato essere in buonissima parte finti ciechi, storpi e sordi) continua ad importunare quanti, al mercato, vorrebbero potersi muovere senza l’assillo del borseggio.
29 ottobre 2007
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