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ASCOM E CONFESERCENTI “BASTA CON IL NAVIGLIO”.
“SOLO LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA POSSONO GARANTIRE IL RISPETTO DELLE REGOLE”
Un sì incondizionato all’educazione e alla formazione, ma un sì chiaro e tondo anche ai controlli e alla repressione, ma soprattutto meno ipocrisia.
Sul “Naviglio” e sui suoi deleteri effetti, ampiamente documentati nei giorni scorsi da inchieste giornalistiche, intervengono congiuntamente Ascom e Confesercenti non solo per accogliere la proposta del presidente della Provincia, Vittorio Casarin, per l’istituzione di un tavolo di confronto e di coordinamento tra istituzioni e categorie economiche, ma anche per stigmatizzare la sottovalutazione del problema.
“Purtroppo –dichiarano all’unisono Fernando Zilio e Nicola Rossi, rispettivamente presidente dell’Ascom e della Confesercenti- i nostri timori della vigilia si sono rivelati assolutamente fondati. Premiare con la realizzazione di un’area “ad hoc” alcuni di quei gestori che avevano contribuito al degrado delle piazze, non ha fatto altro che “autorizzare” certi “operatori” a muoversi in un quadro di illegalità che, per fortuna, sembra stia per finire.
Contemporaneamente si sono costretti altri imprenditori, per non chiudere le loro attività, ad impegnarsi nell’iniziativa.
“Dispiace –continuano i due presidenti- sottolineare che “noi l’avevamo detto”, ma questa è la realtà delle cose e non si può nemmeno dire che, nelle scorse settimane, non ci fossero state già avvisaglie sulle illegalità presenti al Naviglio”.
Locali in centro chiusi per trasferirsi al Portello armi, bagagli ed ,in alcuni casi, redditi esentasse, viste le sanzioni elevate dalla Guardia di Finanza per mancata emissione dello scontrino fiscale, nonché centro storico desertificato nelle serate d’estate per la chiusura alle 24 imposta ai gestori rimasti.
“Avremmo gradito –aggiungono Zilio e Rossi- che un maggior controllo, ben prima della denuncia giornalistica, fosse avvenuto da parte del Comune, con lo stesso zelo che la Polizia Municipale ha profuso per comminare sanzioni a chi, in un centro sempre più spopolato, ha “invaso” l’area pubblica con un tavolino in più rispetto al consentito”.
“La chiusura del “Naviglio” –mettono in chiaro i responsabili delle due organizzazioni di categoria- è nelle logica conseguenza dei fatti di questi giorni: non possiamo permettere che, in un colpo solo, in una zona ovviamente frequentata da giovani, si concentrino: vendita di bevande alcoliche agli under 16, spaccio di droga, lavoratori “assunti” in nero dietro al bancone, mancata emissione di scontrini fiscali e persino la presenza di soggetti verso i quali pende un mandato di cattura internazionale”.
La misura insomma sembra essere colma.
“Ben venga –concludono Rossi e Zilio- la proposta di Casarin per un tavolo che ispiri iniziative di formazione e sensibilizzazione dei gestori, ma resta pur sempre la necessità che tutte le iniziative siano ricondotte nell’alveo del completo coinvolgimento e della concertazione con le associazioni di categoria, le uniche in grado non solo di concordare regole certe per tutti ma anche di farle rispettare”.
30 agosto 2007
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