“D’ACCORDO CON GALAN, ANZI, DI PIU’”.
IL PRESIDENTE DELL’ASCOM, FERNANDO ZILIO, RILANCIA SULLO STOP ALLE COSTRUZIONI: “SERVE UNA MORATORIA DEL CEMENTO”
“Il patrimonio ambientale, monumentale e paesaggistico è la ricchezza vera che abbiamo”. “Basta costruire, basta ai continui nuovi insediamenti”.
Parole, e verrebbe quasi da dire “musica”, di Giancarlo Galan, governatore del Veneto, subito raccolte e rilanciate da Fernando Zilio, presidente dell’Ascom di Padova che si spinge oltre per chiedere una vera e propria “moratoria dal cemento”.
“Non voglio minimamente entrare nella questione che ha ispirato l’intervento del presidente Galan –dichiara il leader dei commercianti padovani- ma colgo in pieno il messaggio: è ora di dire basta a nuovo cemento. Ma non solo nel Parco Colli, ma in tutto il territorio regionale e per tutte le tipologie di costruzioni”.
Evidente il riferimento alla questione, per il momento “congelata” ma ancora sul tappeto, connessa al nuovo piano regionale del commercio (con i suoi 350 mila metri quadrati) o al progettato centro commerciale di Due Carrare (peraltro giusto sul confine del Parco Colli), o ancora al probabile insediamento di Veneto City nei pressi di Dolo.
“Ha sicuramente ragione il presidente Galan –continua Zilio- non solo quando chiede lo stop alla cementificazione ma anche quando reclama una “governance” che superi il livello comunale per evitare ciò che, invece, è successo a Padova dove il comune ha (quasi) imposto uno stop alla realizzazione di nuovi centri commerciali che sono poi sorti giusto sui confini”.
Dunque: ben venga il blocco dei nuovi insediamenti e ben venga, al riguardo, l’intervento importante e, anzi, decisivo dell’ente pubblico.
“Sul piano più squisitamente turistico –conclude infine Zilio- ed anche in vista delle probabili, buone ricadute causate dall’Expo milanese, direi che quanto propone il governatore del Veneto è assolutamente indispensabile se vogliamo che i turisti continuino a prediligere la nostra regione che vanta un patrimonio formidabile ma che rischia di depauperarlo per l’insana corsa alla costruzione. Solo con riferimento alla nostra provincia, va detto chiaramente che i Colli, l’area termale ma anche la città e i centri minori, devono poter disporre di “spazi” in grado di riconciliarci tutti, cittadini e turisti, con una qualità della vita della quale, purtroppo, stiamo minando le basi”.
3 aprile 2008
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