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CANCELLATI, CAUSA CONCERTO, 52 BANCHI DEL MERCATO DEL PRATO DELLA VALLE DI SABATO 26 APRILE?
SATTIN (FIVA-ASCOM): “MANIFESTEREMO ALLA MARATONA”

Cancellati. Come non esistessero.
Per il concerto di domenica 27 aprile, che chiuderà la grande kermesse della Maratona di Sant’Antonio, 52 ambulanti (mica uno!) potrebbero essere costretti a non aprire le loro bancarelle nella giornata di sabato 26.
“Il Comune –attacca Ilario Sattin, leader degli ambulanti della Fiva-Ascom- ci ha informato della richiesta degli organizzatori del concerto tesa ad occupare uno spazio molto più ampio rispetto alle passate edizioni. Il risultato è che 28 operatori che hanno banchi non alimentari, compresi i fioristi, e 24 che li hanno di frutta e verdura posizionati sul lato del lobo di S. Giustina, potrebbero essere costretti a rimanere con le mani in mano per l’intera giornata di sabato. Tutto questo nonostante abbiano già pagato la tassa per l’occupazione del suolo pubblico e nonostante sia notorio che i costi di un’impresa non si fermano mai, nemmeno davanti ad un grande concerto”.
Insomma, dolenti note quelle fatte “suonare” dal Comune nelle orecchie dei rappresentanti della categoria che non intravedono altre possibilità, se non quelle connesse o a una riduzione del palco o ad un restringimento dei tempi di installazione. 
“Ciò che chiediamo agli organizzatori del concerto -continua Sattin- è di posizionare il palco in maniera da non impedire il regolare svolgimento del mercato. Già veniamo penalizzati dalla chiusura che ci viene imposto di anticipare, ma non possiamo sicuramente accettare ridimensionamenti o spostamenti che avrebbero il significato, chiarissimo, di andare contro l’articolo 1 della Costituzione che non sappiamo più se debba essere modificato ne “L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro… sempre se questo non disturba”.
Come finirà?
“Attendiamo fiduciosi –conclude Sattin- ma non passivi. Il giorno 27 c’è una maratona? Bene, dovessimo andare verso una riduzione del mercato, quello potrebbe essere un buon momento per manifestare, con civiltà ed ironia, la nostra contrarietà nei confronti di provvedimenti che intaccano l’intangibilità del lavoro di centinaia di persone”.

 11 aprile 2008

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