L’INCONTRO ALL’ASCOM DEI PANIFICATORI: “BASTA CON LA CRIMINALIZZAZIONE DELLA CATEGORIA”
Solo posti in piedi. La
riunione richiesta dai panificatori dell’Ascom, presenti il presidente nazionale della Federpanificatori, Edvino Jerian,
il presidente regionale Luca Vecchiato ed il presidente dell’Ascom, Fernando
Zilio, ha registrato, come ci si poteva attendere, il tutto esaurito.
Sul piatto, ovviamente, la questione del prezzo del pane, da otto mesi al centro dell’attenzione dell’opinione
pubblica, ma deflagrata, soprattutto a Padova, in questi giorni, in seguito alla proposta del Consorzio Panificatori (poche unità a fronte dei circa 250 panificatori aderenti all’Ascom) di proporre un prezzo “calmierato”.
“A parte il fatto –ha detto il presidente Jerian- che definire un prezzo è fare cartello, non si capisce come si possa ridurre i margini delle nostre imprese quando i costi relativi alle farine, all’energia e al lavoro sono salite enormemente. Nessuno ritocca i prezzi, con la certezza di vedersi diminuire i clienti, se l’aumento non è ampiamente giustificato”.
“Siamo di fronte –ha incalzato Vecchiato- ad una operazione mediatica che poco ha a che vedere con il nostro lavoro e che anzi proietta sulla categoria una luce sinistra, dove l’equazione “panificatore uguale ladro” rischia di essere il messaggio finale che giunge al consumatore”.
Tutti concetti che domani, giovedì, lo stesso presidente nazionale Jerian trasmetterà a Mr Prezzi, Antonio Lirosi, che su proposta della Federpanificatori ha accettato di incontrare la categoria in sede ministeriale.
“Purtroppo –ha detto il presidente dell’Ascom, Fernando Zilio- sul commercio e non solo sui panificatori si sta scatenando una criminalizzazione senza precedenti, evidentemente utile a coprire una classe dirigente che ha condotto il Paese al disastro economico e che adesso, per riconfermarsi nei posti di potere, sceglie il commercio come capro espiatorio, come causa di tutti i mali. A questo disegno, avvallato in maniera acritica da talune associazioni dei consumatori, l’Ascom non può che dire basta e non può che fare quadrato attorno ai propri associati ingiustamente accusati di “affamare il popolo” e che invece svolgono un’attività in netta contrazione perchè richiede un particolare sacrificio che oggi, tra i giovani, più nessuno è disposto a fare”.
Significativi, al di là delle polemiche, i dati riportati dal presidente Jerian e desunti direttamente dal sito del Ministero grazie ai quali si scopre che nella nostra provincia il prezzo varia da
un minimo di 2,20 (per cui ben al di sotto del prezzo “scontato” di 2,70) ad un
medio di 3,24, ad un massimo di 4,20 euro.
13 marzo 2008
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