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TASSE RIFIUTI E SUOLO PUBBLICO ALLE STELLE.
SATTIN (FIVA-ASCOM): “SUBIAMO AUMENTI INCREDIBILI E SUCCEDE PERFINO CHE, PER NON AVERE LA TARIFFA AUMENTATA, SIAMO COSTRETTI A PORTARE NOI STESSI I RIFIUTI ALL’ECOCENTRO”

Rifiuti“Se in Campania è emergenza rifiuti per la mancata raccolta della monnezza, qui è emergenza rifiuti per l’aumento abnorme delle tariffe praticato in alcuni comuni della provincia”.
A esprimere il disappunto di un’intera categoria ci pensa Ilario Sattin, leader veneto e padovano degli ambulanti della Fiva-Ascom-Confcommercio.
“Il problema è sempre lo stesso –continua Sattin-: chi si comporta secondo le norme non solo non viene premiato ma viene addirittura penalizzato. Così, anche quest’anno, siamo alle prese con aumenti che definire “incredibili” è ancora poco”.
Tariffe che schizzano da 180 a 400 euro per un banco di frutta e verdura (peraltro con richiesta di versare due anni accorpati in uno così la cifra diventa, improvvisamente, di 800 euro!) o, se preferite, in alternativa, aumenti congelati in cambio del trasporto, a propria cura, dei rifiuti del mercato all’ecocentro comunale.
Non bastasse poi una tariffa rifiuti sempre più esosa, ci si mette anche la tassa per l’occupazione del suolo pubblico a rendere triste questo inizio d’anno per gli ambulanti padovani.
“Aumenti percentuali a tre cifre –continua Sattin- che gravano in misura considerevole sui costi di gestione e finiscono per andare ad incidere sul valore finale del prodotto. Solo che noi non possiamo certo permetterci di aumentare i prezzi in modo disinvolto ed anzi, se operiamo qualche limitato ritocco (che la Cgia di Mestre ha valutato in poco più del 2%, vale a dire in circa la metà di quanto avviene alla produzione) siamo bersagliati dalle associazioni dei consumatori e degli agricoltori che ci tacciano di essere i peggiori speculatori”.
Serve dunque una moratoria o, comunque, una limitazione delle richieste.
“Non vi è dubbio –conclude Sattin- che i costi dei servizi vanno pagati, ma vanno pagati il giusto. E questo non è un problema tecnico, ma politico, che investe le amministrazioni locali. Ad esse ci rivolgiamo perché non credano che il commercio, e quello ambulante in particolare, sia il pozzo di San Patrizio cui attingere pensando che tutto questo non abbia effetti sull’economia”.

15 gennaio 2008

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