ELEZIONI POLITICHE 2008.
ZILIO (PRESIDENTE ASCOM PADOVA): “LE NOSTRE BATTAGLIE SU FEDERALISMO E SICUREZZA, STUDI DI SETTORE E LEGGE REGIONALE SUL COMMERCIO SONO RIFLESSE SUI RISULTATI ELETTORALI”
“Le 33 mila firme raccolte dall’Ascom in poco più di un mese su federalismo fiscale e sicurezza erano un chiaro segnale nei confronti delle forze politiche: qualcuno lo ha interpretato benissimo, qualcun altro meno”.
Per il presidente dell’Ascom, Fernando Zilio, il risultato elettorale è la trasposizione in voti di un “comune sentire” dei cittadini che l’Ascom aveva saputo ben interpretare negli scorsi mesi.
“Non vi è dubbio –ha continuato Zilio- che federalismo fiscale e sicurezza fossero (e siano) argomenti in cima agli obiettivi di vasti strati della popolazione, ma anche la battaglia per un fisco più giusto, da noi tradotta in ben 50 mila firme sugli studi di settore, aveva lanciato segnali inequivocabili. Non erano infatti solo i commercianti e gli artigiani che venivano a firmare ai nostri gazebi, ma anche gli operai, i pensionati, i professori universitari, le casalinghe e gli studenti che, a rigor di logica, poco avrebbero avuto a che fare con gli studi di settore e che, peraltro, erano gli stessi gruppi sociali che avevano consentito, non più di due anni fa, la vittoria di Prodi ed il buon risultato della sinistra radicale oggi letteralmente scomparsa”.
Segno evidente di un profondo malessere che la coalizione guidata da Walter Veltroni ha forse colto troppo tardi o che comunque la coalizione guidata da Silvio Berlusconi ha saputo meglio interpretare e, nell’ambito di questa, interpretata benissimo dalla Lega.
“Nel travaso importante di voti all’interno della coalizione vincitrice –aggiunge il presidente dell’Ascom- io vedo comunque anche un riflesso della battaglia comune delle Ascom del Veneto contro il nuovo piano regionale del commercio e, soprattutto, vedo l’esigenza di un rapporto stretto col territorio che una certa nomenclatura stanziata nei Palazzi veneziani non ha saputo sviluppare”.
“Quello che ci auguriamo –ha concluso Zilio- è che la chiara maggioranza espressa dagli elettori sia sufficiente a garantire quelle riforme che il Paese attende a cominciare da una detassazione degli incentivi e degli straordinari in busta paga. Tassazione esasperata, crescita zero, inflazione galoppante, consumi in netta frenata, turismo in difficoltà (anche per i noti fatti di Napoli) sono infatti tutti fattori, assieme ad una globalizzazione che va governata e dalla quale non possiamo farci governare, che non si combinano con un Paese che deve necessariamente rialzarsi (realmente e non solo negli slogan) se non vuole essere costretto a depositare i “libri contabili” a Bruxelles e chiedere alla Ue di commissariarlo!”
16 aprile 2008
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