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IL SOTTOSEGRETARIO ALBERTO GIORGETTI ALL’ASCOM: “QUESTO GOVERNO E’ DECISO A CONTRASTARE ABUSIVISMO E CONTRAFFAZIONE”.
IL PRESIDENTE DELL’ASCOM, FERNANDO ZILIO: “LE TASSE VANNO PAGATE, MA LE REGOLE DEVONO ESSERE UGUALI PER TUTTI”

Sottosegretario GiorgettiPagare le tasse e farle pagare. Ci può essere comunione d’intenti tra due posizioni, oggettivamente, così distanti?
A giudicare dall’incontro svoltosi ieri sera nella sede dell’Ascom, sembrerebbe proprio di sì.
E non tanto perché tra commercianti (e, più in generale, operatori economici), governo e agenzia delle entrate sia scoppiata la pace, quanto piuttosto perché un “fisco dal volto umano” è in grado di realizzare molto di più di quanto non possa fare un fisco “ringhioso” che, nel recente passato, ha avuto le sembianze del viceministro Vincenzo Visco.
Il quale, è storia dei mesi scorsi, aveva puntato la sua azione su una regione, il Veneto, rappresentata come la culla degli evasori e invece assolutamente riabilitata, ieri sera, visto che il suo livello di evasione non supera il 10,6 per cento (a fronte di un 18 – 22% medio nazionale), che è poi quello che registrano i funzionari delle tasse in Giappone, in Germania e negli Stati Uniti.
A parlare di tasse, di studi di settore, ma anche di regole uguali per tutti, di federalismo e di azione di governo, il consiglio direttivo dell’Ascom, presente al gran completo, ha invitato il sottosegretario all’Economia e alle Finanze, Alberto Giorgetti ed il direttore del settore accertamento della direzione regionale delle Entrate, Giuseppe Greggio.
I quali, seppur con accenti e da posizioni diversi, hanno condiviso l’analisi svolta in apertura dal presidente dell’Associazione Commercianti, Fernando Zilio.
Partendo dagli studi di settore che, se “manipolati” dal governo, rischiano di diventare non uno strumento utile così come avviene in quasi tutti i Paesi avanzati, ma un sistema vessatorio impossibile da accettare, Zilio ha ricordato che se le tasse non vi è dubbio che vadano pagate, è altrettanto vero che vanno pagate da tutti.
“Purtroppo –ha osservato il presidente- ci troviamo ad operare in un Paese dove le regole non sono uguali per tutti. Non sono uguali per le grandi società che oltre i 5 milioni di fatturato non hanno l’obbligo degli studi, non sono uguali per gli agricoltori che vorrebbero sostituirsi ai commercianti senza per questo accettarne gli obblighi, non sono uguali per gli abusivi che rimangono, di fatto, impuniti”.
Il sottosegretario Giorgetti (che era accompagnato dai colleghi di partito Cortelazzo, Ascierto, Zanon e Saia) ha scelto la strada del pragmatismo per rispondere e, soprattutto, per fornire indicazioni sul futuro prossimo venturo dell’”azienda Italia”.
“Innanzitutto –ha detto il sottosegretario- questo governo non intende tralasciare nulla nei riguardi dell’abusivismo e della contraffazione ed anzi ha già offerto ai sindaci, che vogliono usarli, strumenti utili per contrastare il fenomeno. Nei prossimi mesi, peraltro, opereremo anche sul fronte doganale in modo così da contrastare “in ingresso” fenomeni che non solo tolgono gettito ma hanno anche possibili risvolti negativi di carattere sanitario”.
Convinto che lo Stato abbia bisogno di far pagare le tasse, ma altrettanto convinto che lo stesso Stato non deve sperperare i denari nei mille rivoli del clientelismo, Giorgetti ha chiesto al consiglio direttivo dell’Ascom la disponibilità a consultazioni periodiche e a verifiche puntuali sul lavoro del governo.
“E’ evidente –ha proseguito Giorgetti- che una partita importante, proprio su questo fronte, sarà il federalismo sul quale saranno i “conti” più che le “teorie” a determinare il futuro del progetto”.
Parole “rassicuranti” sul rapporto tra fisco e contribuenti sono venute da Giuseppe Greggio che ha offerto uno spaccato del proprio lavoro di verifica e controllo molto meno “drammatico” di quanto non sia comunemente percepito dai contribuenti.
Soprattutto sugli studi di settore Greggio è apparso più propenso a considerarli strumenti scientifici a disposizione dei propri 1300 funzionari che non strumenti di controllo rigido. Anzi, a suo giudizio, è ora possibile fornire, nella compilazione dello studio, utili indicazioni per segnalare redditi in calo.
“D’altra parte –ha detto- gli studi assorbono non più del 15% delle nostre attenzioni, mentre siamo molto più concentrati sulle transazioni internazionali che sono il vero cruccio, nostro e di tutti i Paesi, di chi deve far emergere grandi volumi che sfuggono al fisco”.
Insomma, dall’incontro all’Ascom è scaturito un messaggio chiaro: nessuno ha il diritto di evadere, ma tutti hanno il diritto di vedersi trattati da cittadini e non da sudditi!

17 settembre 2008

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