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“SCIOPERO DELLA SPESA”: EFFETTI SOLO IN PROSSIMITA’ DELLA MANIFESTAZIONE, PER IL RESTO NORMALE QUOTIDIANITA’.
ZILIO (PRESIDENTE ASCOM): “MA IL VERO PROBLEMA SONO LE BOLLETTE SENZA FRENI E LA CRISI FINANZIARIA CHE NON SARA’ INDOLORE”

Sciopero della spesa“Una protesta che ha scelto l’obiettivo sbagliato”.
Puntualizza, ma non entra in polemica con le associazioni dei consumatori il presidente dell’Ascom, Fernando Zilio.
A mezzogiorno, ha avuto sul tavolo i dati che pervenuti dai panifici, dai negozi di alimentari e dai supermercati ed è evidente che lo “sciopero della spesa” ha interessato solo il centro cittadino.
Lì, infatti, la pressione esercitata dalla manifestazione delle associazioni dei consumatori ha fatto sì che effettivamente meno gente sia entrata nei panifici, ma mano a mano che le rilevazioni dell’Ufficio Studi si sono spostate dall’”epicentro” di piazza dei Frutti, la situazione è risultata via via sempre più aderente alla normalità di ogni giorno.
Standard quasi confermati già in via del Vescovado e normalità totale a Pontecorvo con assenza sostanziale di variazioni anche nei supermercati cittadini (Alì e Lando) e nessun calo di vendite in provincia.
“Come avevamo previsto –aggiunge il presidente dell’Ascom- l’iniziativa ha sortito effetti più a livello mediatico che pratico. Personalmente resto della convinzione che agricoltori, consumatori e commercianti siano imbarcati sullo stesso gommone in preda al mare in tempesta. Mare in tempesta che si chiama aumento vertiginoso della bolletta energetica (stiamo tutti aspettando le stangata su luce e gas), aumento dei costi per la raccolta dei rifiuti, per il pagamento degli affitti e, da qualche ora a questa parte, forte preoccupazione anche per il crollo delle banche americane che non sarà così indolore, come si tende a far credere, visto che stanno già giungendo ai risparmiatori, da parte di banche e fondi d’investimento, lettere dai toni non proprio rassicuranti”.
“Il rischio –conclude il presidente dell’Ascom- è che nel tentativo, peraltro legittimo, di difendere ognuno i nostri interessi, si finisca per cadere in un populismo che cattura certamente l’attenzione dei media ma non migliora la condizione di nessuno ed anzi consente a chi ha in mano realmente le redini dell’economia di farci fare la fine dei famosi “polli di Renzo”. Da qui la mia convinzione che si debba rapidamente tornare al tavolo varato dalla Camera di Commercio per cercare di attivare forme di “azioni condivise” che consentano una lettura oggettiva della situazione e, al tempo stesso, permettano alla gente di spendere senza il patema della “fregatura” quei pochi soldi che gli rimangono dopo che in tanti, direi in troppi, hanno provveduto a drenarne le risorse dall’alto di posizioni dominanti che non devono confrontarsi con la concorrenza che, invece, è una caratteristica, senz’altro positiva, del commercio”.

19 settembre 2008

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